I Servi della Sofferenza

Di GABRIELLA RESSA

La Famiglia Spirituale dei Servi della Sofferenza è stata fondata dal sacerdote diocesano don Pierino Galeone il quale, seguendo il modello e l’ispirazione di P. Pio da Pietrelcina,
ha voluto assumere per sé e per i suoi figli il servizio alla sofferenza come testimonianza di carità nei confronti dei fratelli.
Don Pierino si recò a San Giovanni Rotondo nel 1947, con l’intenzione di chiedere la guarigione per una sua grave malattia al frate stimmatizzato. Nel corso degli anni maturò la decisione di riproporre il valore intrinseco alla sofferenza, secondo il modello di Padre Pio, attraverso la Famiglia, la cui origine risale al 16 luglio del 1957, quando la prima madre, Giorgina Tocci, oggi madre dell’Istituto,   emise i voti di povertà, castità ed obbedienza nella mani di don Pierino, cofondatore.
I servi della sofferenza sono oltre 200, ma in associazione ai consacrati, che sono laici, laiche e sacerdoti, e che emettono i voti perpetui di povertà, castità ed obbedienza,  ci sono i laici e le famiglia associate all’Istituto secolare dei servi della sofferenza che emettono le promesse di povertà, castità ed obbedienza, vivendole  però in forma diversa.
Il 25 dicembre 1993, Mons. Benigno Papa, Arcivescovo di Taranto, avendo ottenuto il nulla osta dalla Santa Sede, riconoscendo carismaticamente originale e pastoralmente utile la realtà dei Servi della Sofferenza, l’ha eretta in Istituto Secolare di diritto diocesano. L’originalità del Carisma consiste nel riproporre il valore intrinseco della sofferenza,santificandola, offrendo la propria vita a servizio della sofferenza dei fratelli. In tal modo essi desiderano essere continuatori della missione di Padre Pio, come ha detto Giovanni Paolo II nell’udienza particolare ai Servi della Sofferenza del 2 dicembre 2004: «Seguite le orme di Padre Pio, i cui insegnamenti sono sempre di grande attualità; ad essi ispiratevi costantemente. Siate apostoli, come lui, della preghiera e della sofferenza! La preghiera illumina il cuore e lo rende più pronto ad accettare la sofferenza;la sofferenza, accolta con docile abbandono in Dio, apre l’animo alla comprensione del dolore degli altri».

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...