Cinerapsodi: una ricerca sui film girati a Taranto

di ROSA CAMBARA

Francesco De Rubertis, Roberto Rossellini, Pier Paolo Pasolini, Lina Wertmüller, Paolo Villaggio, Silvio Soldini, Michele Riondino. Sono solo alcuni dei nomi di registi e attori che hanno girato i propri film, o recitato, a Taranto.

La ricerca è alla base di “Taranto… in pellicola”, il documentario sui percorsi cinematografici di Taranto e provincia realizzato dall’associazione di promozione sociale “Cinerapsodi”, vincitrice del bando “Principi attivi” nel 2010.

Il documentario è stato presentato a Palazzo Galeota dalla vice presidente di “Cinerapsodi”, Giovanna Lamura, e dal socio Luigi Ferrucci, che ne hanno curato la realizzazione. È intervenuto anche il poeta tarantino Gianluca Ciardo, che ha recitato nel ruolo del “moviebiker”, l’interprete che ripercorre i luoghi della città in cui sono stati ambientati i film in questione con la bicicletta, mezzo di trasporto ecologico in un quadro di riqualificazione dell’ambiente.

La visione del documentario è stata preceduta dall’esibizione del duo acustico “Two trains running” e dalla mostra dell’illustratrice Comaviba.

Il progetto nasce con lo scopo di creare consapevolezza intorno all’immagine della città, sia nei suoi aspetti positivi che in quelli negativi. Giovanna Lamura e Luigi Ferrucci raccontano le difficoltà incontrate nella realizzazione del documentario, per esempio nell’acquisire le immagini dei film e nell’effettuare parte delle riprese sotto il sole. Un duro lavoro durato un anno e mezzo che ha richiesto il montaggio di spezzoni cinematografici, commenti critici, interviste a registi e attori, e le immagini degli scorci di Taranto percorsi dal “moviebiker”.

Molto ricca, dunque, la cinematografia raccolta: da “La Nave Bianca”, film del 1941 diretto da Francesco De Rubertis e Roberto Rossellini, girato nell’area portuale di Taranto, da cui si evince lo stretto rapporto tra la città e la Marina Militare, a “Io speriamo che me la cavo”, film del 1992 di Lina Wertmüller, interpretato da Paolo Villaggio, che mette in risalto l’abbandono e il degrado della Città vecchia, ma al tempo stesso il suo lato poetico. Inoltre, “Le acrobate”, diretto da Silvio Soldini nel 1997, interpretato da Valeria Golino, in cui vengono evidenziati i contrasti architettonici e urbanistici, ma anche storici e sociali, di Taranto, e che ha scatenato delle polemiche per la battuta, in esso contenuta, di un tassista tarantino che, rivolgendosi a una donna mai stata a Taranto, le consiglia “L’oro, forse è meglio se lo toglie”. E ancora, “Il Miracolo”, film del 2003 diretto da Edoardo Winspeare, e “Marpiccolo”, di Alessandro di Robilant, girato nel 2009 nel quartiere Paolo VI, a cui ha partecipato l’attore Michele Riondino. Per quanto riguarda la provincia, invece, ricordiamo “Il Vangelo secondo Matteo” di Pier Paolo Pasolini, girato nel 1964 tra Lazio e Puglia, con alcune riprese a Massafra e Manduria, e “Mannaggia alla miseria”, diretto da Lina Wertmüller nel 2010 e girato in buona parte a Martina Franca.

Per “Cinerapsodi”, dunque, un’altra Taranto è possibile. Per realizzare la rinascita culturale, è importante dare spazio a iniziative dal basso che valorizzino la città, dotata di bellezze territoriali e di un importante patrimonio storico e sociale che hanno sempre affascinato, e ancora oggi continuano a farlo, artisti, scrittori, giornalisti e registi.

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