Salvare l’olio made in Italy: la proposta di Coldiretti

di NICOLA SAMMALI

Salvare l’olio made in Italy e renderlo più competitivo sul mercato. Il presidente della Coldiretti Puglia, Pietro Salcuni, chiede con urgenza l’approvazione della proposta di legge che indica le “Norme sulla qualità e la trasparenza della filiera degli oli di oliva vergini”: il consumatore – spiega – deve riconoscere il vero olio pugliese e poterlo acquistare al giusto prezzo. Proprio i prezzi bassi dell’olio nei supermercati – denuncia Salcuni nel corso del convegno “Una legge contro i fuorilegge dell’olio” organizzato a Bari – non hanno a che fare con la contrazione dei consumi. In Puglia, nonostante il riconoscimento comunitario per 5 oli di Denominazione di Origine Protetta (Terre Tarentine, Terra di Bari, Terra d’Otranto, Dauno e Collina di Brindisi) e una produzione di oltre 2 milioni di quintali di olio, è proprio il comparto olivicolo-oleario ad essere colpito dal fenomeno delle sofisticazioni. Infatti quattro bottiglie di olio extravergine su cinque vendute in Italia contengono miscele di olive di cui non si conosce la provenienza.

Nel corso dell’ultimo decennio le importazioni di oli di oliva in Puglia sono cresciute più rapidamente rispetto alle esportazioni. La crisi di mercato dell’olio di oliva – spiega il direttore della Coldiretti Puglia Antonio De Concilio – è dovuta alla mancanza di trasparenza sulla provenienza del prodotto.

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