Taranto, il “segreto” di Pettinicchio

di LUCA FUSCO

Intervallo tra primo e secondo tempo. La svolta per il Taranto, nel match con la Puteolana, avviene in quei 15 minuti. Giacomo Pettinicchio entra negli spogliatoi e fa sedere la squadra. Visibilmente nervosi, tutti quanti. Ancora una volta il gioco non va, di segnare neanche a dirlo. Un fil già visto, a Battipaglia ma non solo. A Taranto in altre occasioni precedenti. L’allenatore è diverso ma la “negatività” sembra rimasta appiccicata a questa squadra nonostante anche il modulo e l’atteggiamento siano mutati. Nessuna alchimia da parte dell’allenatore ex Berretti. Poche parole: “Stiamo calmi, c’è ancora un tempo”. Tutto qui? Di certo no, ci sono state anche le indicazioni tecnico tattiche. Per regolare il flusso offensivo che tra Bufalino e Noviello non era sempre chiaro dal 3-4-3 al 3-4-1-2. Ma la sostanza del messaggio del tecnico rossoblu ha fatto centro. Il 2° tempo del Taranto è stato diverso, più paziente, al tempo stesso più arrembante. Nessuna disattenzione, come quella di fine primo tempo, che stava costando lo svantaggio. Nessuna fretta soprattutto. Il Taranto ha cercato la vittoria e l’ha trovata. Certo il gol che ha sbloccato il punteggio è arrivato, ancora una volta, su calcio d’angolo. Ma resta un’arma, la migliore nel calcio moderno per segnare. Lo sa bene Prosperi, non nuovo, come a Battipaglia, a queste scorribande offensive. Lo sapevano bene anche quelli della Puteolana. Il gol ha ancor di più sbloccato il Taranto. Il raddoppio è stata una conseguenza così come i tre punti, benedetti un po’ da tutti, dirigenza in testa.

La cura Pettinicchio raccoglie quindi il primo risultato, dopo quello solo estetico, di buon gioco, fatto intravedere a Battipaglia. A differenza di Napoli, tutti si sono prodigati a spendere buone parole per il tecnico ex Trani e Grottaglie. Bravo in campo e fuori, buono nel fare collante, per creare il gruppo. La battuta verso Bongermino (“adesso porti un po’ di pane da Laterza”), quella su Prosperi (“dalla prossima gli darò la numero 9”) servono a stemperare e premiare al tempo stesso. Da buon padre di famiglia, abituato a gestire i giovani e i tornei di questa categoria.

La strada l’ha tracciata, ora bisogna perseguirla. Fumai ha dato maggiore verve offensiva ad una squadra che non aveva, e non ha ancora, il cambio di passo. Acerbo, molto, Bongermino. Ma ha potenziale, stazza e movimenti da attaccante centrale. Se Cosa proprio non sta bene allora si può continuare con lui, anzi. Resta il nodo della qualità diffusa. Se le geometrie sono buone, la squadra sembra ancora scolastica nei movimenti. Il che è anche un bene, essendo agli inizi dei dettami tattici di Pettinicchio. Serve personalizzare. Cordua e Vicedomini sono centrocampisti di sostanza, i piedi buoni li devono mettere altri, Noviello su tutti.

È un primo passo insomma. Il “paziente” Taranto non è del tutto guarito ma sta molto meglio anche perché peggio era davvero difficile.

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