Taranto FC, troppe lacune

di LUCA FUSCO

Neanche il tempo di crederci. Nemmeno una settimana piena di speranze. Il Taranto è ricaduto. Stavolta in maniera più pesante di Battipaglia e di altre volte. La sconfitta di Potenza può essere accomunata, non solo per il punteggio, a quella di Bisceglie: 2-0 e il vuoto più totale. Nulla in tutti i reparti da salvare. Vero è il fatto che il manico nel frattempo sia cambiato, da Napoli (presente al Viviani) a Pettinicchio. E con esso il modulo, l’approccio, gli uomini. Si sperava cambiasse pure l’esito. Ed invece dopo tre settimane di cura Pettinicchio il Taranto si ritrova ancora a interrogarsi sulle qualità, dubbie, del proprio organico, sulla personalità, altrettanto latente, dei propri giocatori. Pettinicchio lo aveva detto da subito. Il giorno stesso del suo insediamento: “Il processo è lungo, le basi scarseggiano”. Ad oggi si capisce bene che quelle parole non sono state dette tanto per mettere le mani avanti ma per evitare voli pindarici ad ogni singolare vittoria. Illusioni che, in parte, puntualmente sono arrivate dopo il successo contro la Puteolana. Gara che il Taranto ha comunque fatto fatica a sbloccare. Un calendario favorevole, la possibilità di incontrare l’ultima in classifica hanno accelerato un inconscio processo di sopravvalutazione dei miglioramenti fatti intravedere dalle prime due gare della cura Pettinicchio. “Non nascondo la verità: la squadra ha tante lacune. Stiamo lavorando per risolverle” ha ribadito l’ex tecnico della Berretti a fine gara. Ok le tante assenze, specie in difesa, di Rosato e Terrenzio. Ma a preoccupare di più in vista di una stagione in cui bisognerà sudare la salvezza (retrocedono le ultime due più altre due che escono dai playout tra 4 penultime) è la mancanza di cattiveria che la squadra spesso mette in campo per cercare di sopperire alle tante lacune tecnico-tattiche. Lo ha sottolineato Pettinicchio, lo ha ribadito la società nel comunicato “tirata d’orecchie” diffuso immediatamente dopo il naufragio del Viviani. “Giocatori visibilmente a corto di motivazioni, idee e soprattutto di impegno” hanno tuonato, nella nota diramata, Zelatore, Nardoni e soci.

Si naviga a vista. Cercando di raccogliere il massimo con quello che la squadra offre cercando, in questo solo Pettinicchio può trovare il modo, di ottenere un rendimento sufficientemente all’altezza da tutti. Non facile, specie quando si è con l’acqua alla gola e non si sa dove trovare la panacea di molti mali.

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