“Strimpellando muoio” tra musica e passione

di GIANNI SPADA

Chiudete gli occhi. Provate a immaginare la puntina del giradischi che si poggia su un disco di gomma lacca a 78 giri. E volate con la fantasia. Storie che avreste potuto vivere nei primi anni del secolo scorso.  E’ il 1930. Tempo di incertezza. Crollo di Wall Street, miseria, paura, persecuzioni razziali predominano la scena. Adesso fate partire i brani: Smoke gets in your eyes, Parlami d’amore Mariù, Ma le gambe…, Mamma, Pippo non lo sa, Besame mucho, The mood, Summertime e Un’ora sola ti vorrei.

L’idea di realizzare un viaggio musicale e trasportarlo in un teatro è di Francesco Greco, psicologo che suona il piano per passione. La stessa che è riuscito a trasferire a un gruppo di amici 50enni. Formano così Gli strimpellando muoio. A dire il vero, anche i suoi compagni di avventura non sono musicisti puri. Insieme, Adriano Calzolaio (voce narrante e canto), Domenico Carbotti (chitarra e canto) Gianfranco Galetta (batteria), Francesca Galetta (flauto), Ciccio Greco (tastiere e canto) Sergio Toraldo (basso)  e lo stesso Greco danno vita a un reading dal titolo Serata a 78 giri. Nel copione dello spettacolo, teatro canzone recitato a colpi di swing,  Serghiej Todorovski  spara al suo contrabbasso, Peppino Giunghelli e Ermenegildo Blasi passano i giorni a pensare a Mariù, Pippo vive inconsapevole della realtà della guerra. E ancora altre storie, tenere e crudeli, sospese tra il reale e l’immaginario. Greco si è occupato personalmente dei testi. Il messaggio è diretto ai giovani: non calpestate i vostri sogni, date sfogo alla vostra passione di artista. A ritmo di musica.

Francesco Greco, come nasce il progetto Strimpellando muoio?

“ Nasce dall’incontro di vecchi amici abbastanza maturi, ormai 50enni. Tutto è partito cinque anni fa dalla domanda: perché non dare sfogo alla passione, ai sogni?”

Perché “Strimpellando muoio?”

“Perché non siamo musicisti professionisti. Non possiamo far altro che strimpellare, trasmettere la nostra passione attraverso le emozioni. Significa non cedere mai, non mollare al desiderio di rimanere creativi e comunicativi. Il messaggio è diretto ai giovani. Mai cedere il desiderio di creare. In un periodo, il nostro,  dove anche fare spettacolo sembra diventato un lusso”.

Lo spettacolo…

“Serata a 78 giri. Un nostro progetto di teatro canzone. Raccontiamo le opere dei musicisti del decennio 1938/1948. In giro circolava molto swing. Duke Ellington e Glenn Miller erano i mostri sacri . Noi cerchiamo di narrare la storia dei musicisti che in quegli anni perdevano il lavoro con la commercializzazione della musica “da casa” (iniziò la vendita dei dischi). Un fenomeno che si ripete oggi. Gli artisti perdono la loro identità accettando di tutto pur di sopravvivere”.

Nel vostro spettacolo i brani non vengono cantati ma raccontati…

“Esattamente. Ogni brano è agganciato a una storiella. Riarrangiati alla nostra maniera”.

Il futuro. Pensate a un nuovo progetto?

“Certo. Si chiama Mi si è incantato il disco. Un lavoro incentrato sugli anni 60. Spaccati di vita che contraddicono l’euforia, l’allegria e l’entusiasmo di allora. Le persone, all’epoca, avevano difficoltà di ogni tipo mentre alla radio veniva trasmessa Abbronzantissima. Oggi scontiamo tutte quelle difficoltà, cantiamo proprio quel contrasto. Presenteremo lo spettacolo sabato 10 e 11 novembre prossimi al Teatro Padre Turoldo. Il teatro è il nostro luogo ideale”.

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