Mediterraneo: limite invalicabile o inizio di speranza?

Di MARIA SILVESTRINI

 

Il IX Convegno diocesano Migrantes fa emergere dalla coscienza intorpidita dalle preoccupazioni personali, il dramma antichissimo e sempre nuovo dei migranti. Oggi in Italia se ne contano 5 milioni, soprattutto albanesi, rumeni, marocchini, cinesi, polacchi, bulgari. Si tratta di una immigrazione giovane (il 56% ha un’età compresa fra i 18 ed i 29 anni), maschile, concentrata nella fascia più debole del mercato del lavoro.

Vengono qui su barconi di fortuna, ma questi viaggi (di speranza o di disperazione?) che spesso finiscono tragicamente non fanno più notizia. Il tacere su un fenomeno quotidiano e crescente comporta nel lungo periodo la possibilità di forme di rifiuto. Una integrazione civile richiede informazione, conoscenza, condivisione, capacità di accettazione piena nei diritti e nei doveri.

L’Ufficio Migrantes, diretto da Marisa Metrangolo, quest’anno ha voluto scegliere per il IX Convegno la modalità della collaborazione culturale con la Facoltà di Giurisprudenza di Taranto ed il Centro interdipartimentale dell’Università di Bari. Il tema delle migrazioni non è solo questione di accoglienza umanitaria, ma anche di legislazione e di accesso a diritti e doveri che riguardano chiunque vive sul nostro territorio. Il convegno, del 16 novembre, si terrà nella Facoltà di Giurisprudenza (ex Caserma Rossarol) in via Duomo, con l’intento specifico di individuare piste di lavoro aperte al confronto con gli studenti. Molti e brevissimi gli interventi in programma che comprendono anche testimonianze di immigrati ed uno spazio aperto a sugerimenti e dibattito.

Dopo i saluti e le brevi introduzioni di don Alessandro Greco (Vicario generale), Marisa Metrangolo (Direttore ufficio Migrantes), Felice Uricchio (Direttore del Dipartimento jonico) vi saranno molteplici brevi interventi affidati al prof. Sebastiano Tafaro dell’Università di Bari, a Padre Arcangelo Maira Direttore dell’Ufficio Migrantes di Manfredonia, del C.V. Pietro Ruberto, Comandante della Capitaneria di Porto di Bari, del Colonnello Amedeo Antonucci del R.O.G.F. di Puglia, dell’avv. Ilaria Buonocore, ed infine del prof. Damiano Fonseca. Le conclusioni sono affidate al prof. Gioacchino Campese-Scalabriniano e al nostro arcivescovo Filippo Santoro.

 

 

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