Il Concerto di Natale: musica, tradizione e riflessioni sulla Città Vecchia

di GIANNI SPADA

concerto sant_agostino

Una delle peculiarità del Natale è la riscoperta delle tradizioni. C’è un luogo, il Borgo Antico di Taranto,  che continua a custodirle e preservarli. A parte gli odori e i colori che contraddistinguono vicoli e vie,  sono innanzitutto le chiese che si attivano affinché l’aria della festa rimanga quella di sempre. Nella piccola basilica di Sant’Agostino  l’appuntamento è di quelli immancabili,  come ogni sabato che precede il 25 dicembre,  si svolge il tradizionale Concerto di Natale.  La piccola canonica,  risalente al 1400, è stracolma di gente proveniente da tutti i quartieri di Taranto. Organizzato dalle Confraternite del Borgo Antico, l’ evento ha ospitato il Gran Complesso Bandistico “Giovanni Paisiello” Città di Taranto diretto dal M° Vincenzo Simonetti, il coro “Alleluja” della chiesa di San Domenico Maggiore  diretto dal M° Michele Riondino, e le Nenie del Duo Zampogna e Ciaramella proveniente da Bari. Ha presentato Cosimo Roberti.

Il programma è stato dei più classici. Pastorali Natalizie, una delle quali a firma di Simonetti, Adeste Fidelis, Tu scendi dalle stelle e il consolidato gran finale con la marcia di Radetsky di J. Strauss. «E’ un  appuntamento gioioso, bellissimo – afferma il priore della Confraternita dell’Addolorata prof. Antonio Liuzzi che ha presentato il calendario 2013 –  . Questa fusione indovinata tra banda, coro e zampognari  ci riporta indietro nel tempo.  Lo spirito è quello di creare  l’atmosfera natalizia legata all’evento fondamentale della vita cristiana, la nascita di Gesù Cristo».

Ed  è  proprio la Città Vecchia la cornice ideale. “E’ il cuore pulsante della città – aggiunge – Svolgere il concerto nella chiesa di Sant’Agostino non significa solo valorizzare quello che la Città Vecchia può dare ma anche riconoscere quel  passato che noi tarantini dimentichiamo di avere. Un’atmosfera difficile da descrivere.  C’è il Natale. La città deve uscire da quel veleno – conclude Liuzzi – che occupa i cuori e le menti. Ci vuole serenità ed equilibrio. L’ingegno, la volontà e la progettualità saranno essenziali per la nostra salvezza». Il concerto, dunque, va al di là dell’aspetto puramente musicale.  E’ un momento di riflessione, di fratellanza.  A dimostrazione del grande valore sociale di queste iniziative, si è tenuta anche una raccolta di fondi per Telethon. Unica nota dolente è il degrado insopportabile in cui versa parte della Città Vecchia. Un tesoro tutto da scoprire che dovrebbe essere valorizzato da tutti, amministrazioni locali e cittadini. Soprattutto.

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