Testimoni di una storia: la raffineria diventa un libro

di ROSA CAMBARA

Il lato umano di un’azienda è dato dai suoi operai e dipendenti, dai rapporti di amicizia e di cordialità che si instaurano tra di essi, dai momenti di aggregazione vissuti durante e dopo le operazioni. Ed è proprio questo che il libro fotografico “Testimoni di una storia” vuole documentare. L’iniziativa è partita non dall’Eni, ma dall’Associazione Pionieri e Veterani dell’Eni (A.P.V.E.) e dal Club Eni Raffineria di Taranto. Un’iniziativa, dunque, che va al di là della politica, il cui scopo è quello di conservare la memoria di una storia, grazie al potere evocativo della fotografia.

Come sottolineano i promotori, i nomi della raffineria sono cambiati nel corso degli anni, ma quello che resta è l’identità lavorativa dell’azienda. E un auspicio per il futuro è quello di continuare a vivere il lavoro con la stessa umanità che ha contraddistinto questi anni, nel rispetto dei colleghi.

Il libro, preceduto da una mostra fotografica inaugurata l’anno scorso e realizzato con la collaborazione del circolo fotografico “Il Castello” di Taranto, raccoglie fotografie scattate dal 1968 ai giorni nostri da tanti dipendenti ed ex dipendenti al fine di raccontare la storia della raffineria dall’interno. In esso è contenuto anche l’intervento di Claudio Pastrone, presidente della F.I.A.F. (Federazione Italiana Associazioni Fotografiche).

In occasione della presentazione del libro, svoltasi al Cinema Bellarmino, abbiamo ascoltato Giuseppe Fiume, presidente dell’A.P.V.E.: «Il libro – ha spiegato – tratta di tutta l’attività della raffineria, dall’inizio storico nell’anno ’67, con l’inaugurazione ufficiale e l’intervento dell’onorevole Moro, fino ad oggi. È stato organizzato dall’A.P.V.E. e dal Club Eni, grazie al supporto dell’azienda. Le fotografie contenute sono soltanto dei punti di riferimento, in quanto c’è stata la possibilità di scegliere tra migliaia di immagini fornite dai colleghi e dai soci. Un riferimento che è stato arricchito da un video che include anche le interviste riguardanti sia il passato che il presente della raffineria. Per cui – ha concluso – viviamo la realtà dalla fine degli anni ’60 a oggi, e questo per noi è molto importante».

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