La genesi della fede nella comunità cristiana. Ne ha parlato mons. Papa al Serra

di GABRIELLA RESSA

Mons. Benigno Luigi Papa, Arcivescovo Emerito di Taranto, ha parlato de “La genesi della fede nella comunità cristiana” in un incontro realizzato dal Serra Club di Taranto, presieduto da Maria Silvestrini, con la collaborazione dei Gruppi di Rinascita Cristiana e del Volontariato Vincenziano, guidati rispettivamente da Franca Angarano e da Emilia Esposito. L’incontro si è svolto con la nutrita partecipazione della Comunità della Parrocchia del Carmine, sede dell’incontro,  e della Consulta laicale della Chiesa del Carmine, guidate da mons. Marco Gerardo. Presenti i due assistenti spirituali del Serra e di Rinascita, mons.Giovanni Chiloiro e mons. Cosimo Quaranta.

Attraverso l’analisi di tre diversi passi – le lettere di San Paolo e gli Atti degli Apostoli – mons. Papa ha spiegato come, in questo anno della fede, tutti noi possiamo attingere dalla fede sincera, anche se imperfetta,  dei primi discepoli, il  senso della missione e della nuova evangelizzazione. Attraverso l’esperienza personale di San Paolo e le sue lettere, l’arcivescovo emerito ha indicato ai presenti come raggiungere una piena adesione agli insegnamenti di Gesù Cristo, perchè  “se vogliamo essere la porta della fede dobbiamo dare sembianza di essere amati da Dio e dobbiamo renderne testimonianza”. Primo punto: l’esperienza diretta, personale. La lettera ai Galati contiene, nella frase “Io vivo, ma non sono più io che vivo, è Cristo che  vive in me” il legame vitale con Cristo, che fa di Paolo un testimone autentico. Secondo punto: la ricerca. Gli Atti degli Apostoli parlano della testimonianza di Lidia, che viene battezzata, divenendo credente in Dio e la cui conversione arriva dopo un percorso fatto di domande e di perché. Ed è lì, ha sottolineato mons. Papa, che nasce la fede, da persone che sentono una profonda  inquietudine religiosa. Terzo punto: la comunione. L’origine della Comunità Cristiana avviene nel giorno di Pentecoste, quando i 12 erano riuniti in preghiera. Si realizza il processo genetico della vita di fede, caratterizzata da 5 elementi: la presenza dello Spirito, che fa parlare Pietro, da cui si evince il rapporto tra il dono dello spirito e l’esercizio della parola, l’ascolto della parola, da cui nasce la fede, e poi la conversione, il battesimo e l’inserimento nella Chiesa. Una pagina importante, che mostra il cristianesimo come religione di comunità e che invita i cattolici  a vivere un’autentica comunione.  Se torniamo a riscoprire la fede nel suo significato più profondo, di incontro con Gesù Cristo risorto e di fedeltà al Vangelo, potremo essere testimoni  credibili. La fede è un dono che va però riconosciuto e coltivato. Solo così possiamo infatti parlare di trasmissione per contagio.  Si tratta cioè di riportare alla luce la profonda ragionevolezza dell’atto di fede, in cui senso e verità della vita possono trovare il loro fondamento, e di collegare la proposta del Vangelo  ai grandi problemi culturali ed esistenziali del nostro tempo. Da questa presa di coscienza deriva la forza di un annuncio missionario nuovo.

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