Al Liceo Archita un’ emozionante riflessione nella Giornata della Memoria

di MARIA SILVESTRINI

La Giornata della Memoria, proposta dal Liceo Archita, è da circa dieci anni, un momento culturale e didattico particolarmente importante della nostra città. Non per il valore, sempre assolutamente rilevante dei relatori, né per la presenza massiccia di docenti e discenti, ma per la qualità del discorso formativo che coinvolge e rende consapevoli di una storia che è maestra di vita se sappiamo ripercorrerla con un pensiero vigile ed attento.

Il 25 gennaio, nel Salone della Provincia, il consueto appuntamento è tornato a far vibrare con forza il dolore, la solitudine, il buio, la tragedia, di una umanità che aveva perso il senso della propria dignità. “Ho provato vergogna per il genere umano” ha detto Ludovica Resta, appena tornata con un gruppo di dieci compagni dal viaggio ad Auschwitz. Nel racconto di Ludovica e di Giada Ruggeri, nelle immagini di Marco Ricchiuti, l’esperienza di arrivare nel cuore gelido della Polonia con un viaggio in treno di 19 ore è stato uno degli spunti più interessanti dell’incontro. Ragazzi coinvolti dal confronto fra il racconto e la vista dei luoghi dove l’infamia ha scolpito la sua presenza, capaci di essere tramite di una tensione ideale contro ogni sopruso e sopraffazione.

L’assessore comunale Carella e l’assessore Massaro hanno portato i saluti delle amministrazioni, il preside Michele Marangi ha guidato con opportune pause lo snodarsi dell’incontro. Al centro la relazione del prof. Vittorio De Marco su “Diplomazia umanitaria e Shoah”, punto focale per capire cosa effettivamente si sapeva di uno sterminio programmato con sistematica crudeltà, cosa trapelava di quella ‘soluzione finale’ così efferata. Ma il confronto con 6 milioni di morti non regge a nessuna analisi, è un baratro senza fondo, una ferita della storia che narra di un’intera società complice e silenziosa. Il silenzio dei vivi che Elisa Springler, ebrea vissuta a Manduria, ha denunziato negli ultimi anni della sua vita.

Protagonisti assoluti i ragazzi. Quelli che sono andati ad Auschtwitz e Birkenau. Dora Macripò, Fulvio Miano, Pietro Bartoli, Vincenzo Magrì che hanno recitato brani dal ‘Breviario tedesco’ di Bertold Brecht. Chiara Blandamura, Pierluigi Dimitri, Carlo La Neve, Alessio Patova, Cosimo Pastore e Gaia Costantini che hanno punteggiato con intensi momenti musicali l’incontro. Gli altri, quelli che hanno solo ascoltato, ma senza distrarsi, consapevoli di partecipare ad una lezione speciale che le professoresse Loredana Flore e Adalgisa Villani con gli altri docenti hanno preparato con cura perché la memoria sia una consapevole maestra di storia e di vita.

 

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