Mare Futuro la terza ouverture della trilogia del mare di Nicola Locritani dell’Orchestra ICO della Magna Grecia

orchestra MGrecia e Piovano

di GABRIELLA RESSA

Quando, alcuni mesi fa Piero Romano, direttore artistico dell’Orchestra ICO della Magna Grecia presentò la stagione artistica “Eventi Musicali”, giunta alla sua XXI edizione, inserì, nel variegato programma, la presentazione di tre ouverture, “La trilogia del mare”, composte appositamente da tre artisti tarantini, che dovevano proporre una riflessione sulla dolorosa e difficile vicenda che la città di Taranto sta vivendo dal punto di vista ambientale e lavorativo. Giovedì 28 febbraio, al teatro Orfeo, è stata presentata la terza opera della trilogia, “Mare Futuro”, composta dal maestro Nicola Locritani, vice – direttore dell’ Istituto di Alta Formazione Musicale Giovanni Paisiello.

L’opera è stata presentata come avvio della seconda parte del concerto. La prima è stata dedicata ad un concerto per violino di Livia Sohn, con la direzione di Luigi Piovano,  direttore di fama internazionale e primo violoncello dell’Orchestra di Santa Cecilia, da quest’anno Direttore musicale dell’Orchestra ICO della Magna Grecia.

Il concerto si è aperto  con l’esecuzione del Concerto per violino e orchestra di Benjamin Britten, opera giovanile del compositore inglese, caratterizzata da un tormentoso lirismo e da mutevoli atmosfere, con Livia Sohn, solista, che ha catturato l’attenzione del pubblico con la sua tecnica.

La  seconda parte ha visto la presentazione di Mare Futuro, opera inedita, che rappresenta una riflessione sul futuro della nostra città. Dopo Mare Metallico di Giovanni Tamborrino e Mare Leggendario di Maurizio Lomartire, Nicola Locritani ha musicato la sua idea della città del futuro. Con i suoni, assapora i risultati di una progettualità virtuosa, trasfigura e rimodula le complesse suggestioni del proprio tempo slanciandole nel domani. È la proposta, mai utopica, di un futuro in cui le diversità possono trovare forza nel riconoscimento e nel rispetto delle tradizioni che accomunano, ma, soprattutto, trovano l’interpretazione nella tecnica di progettazione di ingegneri, architetti e geometri.

Mare Futuro – afferma Nicola Locritani – è la visione di una conquista. Parla di una città che si riappropria di se stessa e del suo avvenire. Taranto con i suoi palazzi, le sue strade, le sue infrastrutture, ma anche una città con la sua gente che la vivifica e con la sua socialità che ne costituisce l’anima. La crisi dell’uomo che ha rinnegato i propri valori avvia un’opera di ricostruzione morale e sociale, insieme a quella materiale. Uno slancio che deve essere unito ad un umanesimo che sa’ dare risposta alle vere necessità dell’uomo, interpretato dalla poesia e dalla bellezza dell’arte. Allora, contemplando il mare del nostro essere, si potrà trovare la chiave, attraverso la valorizzazione del passato, per riprendere il cammino verso la realizzazione di sé, con la consapevolezza di essere cittadini, custodi ed artefici del nostro futuro. Guardare il futuro è innanzitutto guardare dentro se stessi. L’eccletismo stilistico – afferma Locritani – che caratterizza il brano, corrisponde alla molteplicità degli stati d’animo vissuti durante questo percorso catartico, ed invita a valorizzare la propria umanità armonizzando le facoltà razionali con il proprio mondo interiore e il senso estetico, mettendo la tecnica al servizio del bene comune.

Una voce narrante, Augusto Ressa, ha interagito con la musica, esprimendo le idee di Locritani. Il progetto Mare Futuro è di Piero Romano, la direzione di Luigi Piovano, la musica di Nicola Locritani.

Il concerto è  proseguito con un brano popolarissimo: la “Cavalcata delle Valchirie” dall’opera La Valchiria di Richard Wagner.

Gran finale con l’Ouverture 1812 di Piotr Tchaikovskij, grandioso brano orchestrale composto per commemorare la tentata invasione napoleonica della Russia e la conseguente ritirata dell’armata francese sconfitta dal “Generale Inverno”,  vero punto di svolta nelle guerre napoleoniche.

Il prossimo appuntamento dell’Orchestra della Magna Grecia si terrà mercoledì 6 marzo, con The Fool on the Hill, omaggio ai Beatles, atto unico per voce recitante chitarra e orchestra, con Michele Riondino, famoso attore tarantino, Giampaolo Bandini alla chitarra, Roberto Molinelli alla direzione. Riondino interpreterà in un monologo David Chapman, l’assassino di John Lennon, ripercorrendo attraverso i suoi occhi la storia dei Beatles che poi si trasforma in ossessione omicida.

 

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