Villa Peripato: un giardino maltenuto in un sito bellissimo

di MARIA SILVESTRINI

“La terra è un giardino che vaga nell’universo” con questa citazione il dott. Ludovico Pollastro, presidente del Garden Club di Taranto e noto appassionato botanico ha illustrato le presenze vegetali nella Villa Peripato, nell’ultima lezione che la sezione tarantina di Italia Nostra ha voluto dedicare al nostro parco più antico in occasione della sua apertura al pubblico giusto un secolo fa.

Un omaggio ma anche un richiamo alle responsabilità della Pubblica Amministrazione, ha ricordato Giuseppe Todaro presidente dell’Associazione, perché nel corso di questo lungo secolo la situazione di incuria e degrado è andata via via aumentando. Villa Peripato, si trova in una posizione incantevole su Mar Piccolo, e già questo è di per sé un elemento paesaggistico di rilievo. Ma anche le presenze vegetali hanno una loro peculiarità. Il dott. Pollastro ha ben spiegato come il nostro non è per storia e per esigenze climatiche ben precise un giardino di tipo rinascimentale, ma le presenze mediterranee di mirto, alloro, pino di Aleppo,  consentono loro di avere un aspetto ridente e arredante. Uno strato di terra minimo sullo zoccolo calcareo, la carenza di acqua, non rendono facile la vita delle piante, ma questo non nuoce a Villa Peripato che, se fosse ben curata potrebbe mettere in evidenza alcune presenze vegetali di rande interesse. Presenze di flora mediterranea ma anche di piante di oriine australe come le chicas che hanno quasi un secolo di vita.

Villa Peripato come luogo ridente e luogo di memoria. Così Italia nostra ha voluto rendere omaggio ai 100 dalla sua apertura al pubblico come giardino comunale. Cento anni non facili che hanno visto la Villa perdere il suo ingresso monumentale per far posto a piazza Kennedy, e con esso l’aranceto antico. Cento anni che hanno messo in luce la presenza di un sito archeologico di grande rilievo, ancora da scoprire. L’auspicio è che il tempo futuro regali a questo giardino più attenzione e più cura, anche da parte dei cittadini che lo utilizzano poco e malamente.

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