Tutto pronto per il 1° maggio dei “Cittadini e lavoratori liberi e pensanti”

di VALENTINA PELLEGRINO (Segnourbano)

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Un vero primo maggio di musica e confronto. E’ quello che si preannuncia mercoledì a Taranto, organizzato dal Comitato, spontaneo ed apartitico, “Cittadini e Lavoratori liberi e pensanti”. Il Parco archeologico delle mura greche, ai più sconosciuto (è una delle poche aree verdi rimaste della città), farà da scenario ad una giornata fondamentale per i diritti dei lavoratori che vedrà confrontarsi comitati cittadini, associazioni ambientaliste, operai, ma anche i disoccupati di Taranto. Al centro del dibattito il ricatto occupazionale delle grandi industrie, l’inquinamento del territorio, la disperazione di lavoratori e famiglie.
Tutte queste tematiche saranno sviluppate attraverso parole e musica. Una giornata dedicata al tema del lavoro, al suo vero ed originale significato, ma non solo. Opportunità per un futuro diverso, che non costringa al dilemma tra lavoro e salute.
Ed è proprio per far riscoprire il vero senso di questa giornata che il Comitato Cittadini e Lavoratori liberi e pensanti ha organizzato quello che loro stessi, attraverso la voce dell’attore Michele Riondino, definiscono il “vero concerto del 1° maggio”. Riondino, nato in uno dei quartieri più difficili del capoluogo ionico, Paolo VI, non ha esitato un momento nel farsi portavoce dell’iniziativa, che non nasce in contrapposizione con lo storico palco romano di San Giovanni dei sindacati, ma vuole essere “il solo 1 maggio che abbia davvero un senso”. “La manifestazione della Cgil – dice Riondino – in fin dei conti ci ha abituato ad una sola cosa, al totonomi, a chi presenterà e a chi si esibirà. Ma di cosa parleranno, si sa? Quali saranno le tematiche, è noto? Da noi sarà chiarissimo. Di Ilva certo, ma non solo. Mezzogiorno, ovunque il territorio sia stato violentato in nome di qualsivoglia logica industriale”, dice Riondino. “Taranto vanta precarietà diffusa, il 40% di disoccupazione, devastazione sociale, gli effetti di una colonizzazione industriale e militare. Quante Taranto ci sono in questo paese ?”.
Musica e parole. Parole libere, senza compromessi e condizionamenti. L’evento tarantino vuol essere non solo un momento di festa ed aggregazione, ma anche e soprattutto una occasione di confronto e di riflessione collettiva. Gli artisti hanno aderito a titolo completamente gratuito, condividendo totalmente la linea tracciata dagli organizzatori. Artisti locali e nazionali, come Fiorella Mannoia, da sempre attenta ed informata rispetto al disastro sanitario ed ambientale di Taranto. Raf, Luca Barbarossa, Francesco Baccini, Roy Paci e la sua band, Elio Germano, “amici che non hanno esitato un momento a dirmi sì quando gli ho prospettato il manifesto dell’evento”, continua Riondino, il quale oltre ad essere uno degli ispiratori della giornata, sarà protagonista sul palco come musicista insieme al gruppo The Revolving Bridge.
A condurre sul palco ci sarà il pungente attore Andrea Rivera e la giornalista tarantina di Piazza Pulita Valentina Petrini, autrice di molte inchieste per La7 sul caso Ilva.
Naturalmente anche artisti locali hanno immediatamente aderito all’appello di Riondino e del Comitato. Il rapper Fido Guido, il gruppo Chitarre e Tammorre, i Sud Sound System che apriranno alle 14 la parte musicale, dopo la conclusione dei dibattiti tra le parti sociali moderati da tre giornalisti. Ed ancora, l’Orchestra Popolare Jonica, Officina Zoè, la dj Lady Coco, Pierpaolo Capovilla, The Niro, Tarentum Clan, Daniele Sepe, Riccardo Sinigallia. Un parterre musicale, a detta di molti, superiore anche ai nomi del palco di San Giovanni, spesso accusato di avere ormai assunto una impostazione sanremese lontana dalla discussione sul diritto al lavoro e dai problemi reali della gente e degli stessi iscritti. Ed è proprio questo, secondo gli organizzatori, il punto di forza del Concerto tarantino. Tutto autofinanziato, artisti che hanno aderito alla causa in maniera gratuita. Ma, soprattutto, assoluta mancanza di sigle, assenza di partiti, assenza di bandiere che sventolano per convenienza.
Tantissimi i messaggi di adesione e solidarietà da tutta Italia. Certa è la presenza di una delegazione del Movimento “NoTav” della Val di Susa. Certa è anche la presenza dei Comitati NoCarbone di Brindisi, altra realtà pugliese che vive simili situazioni inquinanti dovute all’impianto della centrale ENEL.
“O mangi o respiri, o lavori o respiri. L’unico posto dove i diritti mancano. Dove, a livello pratico e simbolico, non si è fatto assolutamente nulla. Nulla ha fatto la politica, nulla ha fatto l’informazione. Quando non sono state comprate. E nulla hanno fatto i sindacati”. Queste parole, pesanti come macigni, pronunciate da Michele Riondino a conclusione della conferenza stampa di presentazione dell’evento, suonano come un tragico destino al quale non ci si può sottrarre. La “favola” dello sviluppo e di Taranto come risorsa strategica dell’Italia e dell’Europa ha per sessant’anni illuso una popolazione, vittima e, al tempo stesso, carnefice di se stessa e dei propri figli, bersagli inconsapevoli di un inquinamento che rischia di avere conseguenze irreversibili sul territorio.
L’intervento deciso della Magistratura tarantina ha scoperchiato il vaso di Pandora, risvegliando anche le coscienze dei cittadini e degli stessi operai del “Comitato dei Cittadini e Lavoratori Liberi e Pensanti” che, il 2 agosto 2012, irrompevano in piazza della Vittoria a Taranto, decisi a riprendersi la loro vita, quella dei loro figli e la loro dignità.
Il messaggio è lanciato. Tutti a Taranto quindi. Per un vero 1 maggio. Per una festa di lavoro e libertà

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