Il beato Luigi Novarese festeggiato a Taranto. L’arcivescovo mons. Filippo Santoro ha presieduto la Messa di ringraziamento

 

mons. Santoro celebra per il beato Novarese

Di Gabriella Ressa

Il nuovo beato della Chiesa mons. Luigi Novarese è stato festeggiato con una messa di ringraziamento, presieduta dall’Arcivescovo mons. Filippo Santoro, che si è tenuta nella Cattedrale di San Cataldo. La S.Messa , che ha visto la presenza di circa 15 sacerdoti, è stata animata dai figli spirituali di mons. Novarese, i Volontari della Sofferenza e i Silenziosi Operai della Croce, che hanno fatto proprio il carisma del sacerdote piemontese, nato nel 1914 e guarito, egli stesso raccontava, da una malattia per la quale a quel tempo non vi era cura, grazie alle preghiere rivolte a Maria SS Ausiliatrice e a San Giovanni Bosco.  Gli ammalati furono il fine dell’ apostolato di mons. Novarese, e dovevano essere sostenuti attraverso opere assistenziali. La loro sofferenza costituiva un valore, la persona disabile veniva vista come soggetto attivo e responsabile, che contribuiva all’edificazione della Chiesa e al rinnovamento della società con la santificazione del proprio dolore e l’apporto dell’apostolato.

Ai tanti presenti, fra questi anche il gruppo di evangelizzazione cattolica “I Fratelli di Gesù”, che hanno come assistente spirituale don Cristian Catacchio, Silenzioso Operaio della Croce e assistente del C.V.S., mons. Santoro si è rivolto spiegando l’essenza del carisma di mons. Novarese. “Il suo carisma straordinario matura dal suo cuore. Tutto il suo ministero è legato alla  vita personale,  da giovane fu guarito dalla malattia da Maria Ausiliatrice e da San Giovanni Bosco, e decise di  dedicarsi, in seguito, agli ammalati. Un carisma che rivaluta il dolore degli ammalati e rivaluta la forza del sacrificio,  che ha un senso, e  che, unito al sacrificio di Cristo, serve per chi soffre ma  dona anche serenità al mondo”. Mons. Santoro ha parlato ai disabili, ai malati, ai sofferenti e ai loro familiari, persone che hanno tradotto gli insegnamenti di mons. Novarese in uno stile comportamentale di apostolato pieno, vissuto con coerenza, testimonianza ed esempio in un mondo certamente difficile, nel quale non c’è spazio per il dolore.  Il suo carisma,  legato ai drammi del nostro tempo, costituisce un  messaggio  che ci spinge a non soccombere davanti al dolore, all’ingiustizia, al male, ma a saperlo vivere con la speranza. “Esso nasce – continua mons. Santoro – dal silenzio interiore di fronte alla presenza della SS. Trinità. L’aspetto dell’adorazione era importantissimo in mons. Novarese, non a caso ha fondato i Silenziosi Operai dalla Croce, perché molti di fronte al dolore fuggono. Noi vediamo  gli effetti della sua azione apostolica,  Dio ci visita attraverso questo nuovo beato della Chiesa, che aveva tutto, aveva studiato all’ Almo Collegio Capranica, una delle più importanti istituzioni ecclesiastiche di Roma, ed era stato chiamato nella Segreteria di Stato,  un luogo considerato come postazione idonea alla carriera a al successo.  Invece scelse di non fare la vita di palazzo, operò in modo importante e silenzioso durante la guerra, mettendo in contatto i vescovi con le famiglie che avevano perduto tutto, si dedicò agli ammalati, cambiò la mentalità dell’epoca, promuovendo iniziative volte a rendere i disabili indipendenti, laddove era possibile”.

Per questo momento di profonda gioia sono venuti a Taranto il  moderatore Generale dei Silenziosi Operai della Croce don Janusz Malski e il presidente della confederazione cvs internazionale don Armando Aufiero. Ma in  tanti si sono  uniti in preghiera, con gioia,

perché la beatificazione di un uomo ricorda a tutto il popolo di Dio  che ognuno di noi può concorrere alla santità.

Il silenzio interiore

Il cammino di perfezione tracciato dal Beato Novarese è quello del «silenzio interiore» che dà tutto lo spazio del cuore (la «tenda interiore») all’Amore Trinitario e al servizio del prossimo. La strada per realizzare la perfezione della carità venne da lui tracciata alla luce dei gradi del silenzio interiore: un cammino con Maria per realizzare la piena configurazione a Cristo. Il silenzio del peccato mortale e veniale deliberato, il soave equilibrio delle passioni e il progressivo inserimento con Maria nei sentimenti stessi di Cristo: nella sua umiltà, povertà ed obbedienza, nella docilità all’azione dello Spirito Santo, nella silenziosa offerta con Cristo della propria sofferenza e nell’adorazione della Volontà di Dio, anche quando cessano le ragioni umane”. Beato  Luigi Novarese

 

 

 

 

 

 

 

 

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