Ce ste’ rride stuè: successo per Salamino e Zizzi in Villa Peripato

di LEO SPALLUTO

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Una frase stringata, minacciosa anche, che diventa un marchio teatrale. Una serata di cabaret italo-vernacolare che ha divertito anche i palati più raffinati all’insegna del divertimento leggero e permeato, comunque, da riflessioni malinconiche e analisi sociologiche sulla Taranto odierna.

“Ce ste’ rride stuè” è l’asso nella manica calato al momento giusto da Aldo Salamino e Stefano Zizzi (in rigoroso ordine alfabetico), autori e attori di uno spettacolo di cabaret ispirato e godibile, irriverente e allegro, che ha suscitato gli applausi a scena aperta del folto pubblico della Villa Peripato.

Insieme o separati sulla scena, Zizzi e Salamino hanno perfezionato un modello di nuova comicità “atuttaTaranto” che aveva già suscitato larghi consensi nelle precedenti esperienze dei due protagonisti.

Le oltre due ore di spettacolo propongono allo spettatore momenti vari e mai ripetitivi dalla scenette di sapore antico con gag tipiche dell’avanspettacolo di una volta, ai monologhi satirici (e graffianti) di stampo televisivo, dalle canzoni in dialetto scritte da Zizzi e splendidamente interpretate dalla voce possente e suadente al tempo stesso e dalla chitarra magica di Giù di Meo agli interventi estemporanei del simpatico Mario Fumarola, dalla popolarissima “rassegna stramba” di Salamino che ironizza senza cattiveria sugli strani titoli dei giornali ai frammenti di improvvisazione pura.

L’alchimia funziona alla perfezione: i due mattatori si armonizzano, ormai, perfettamente sulla scena come dietro le quinte. Lo sfottò reciproco lega e collega i momenti vissuti in coppia sul palco: l’alternanza dei reciproci assoli movimenta uno spettacolo che non presenta tempi morti ma viaggia, anzi, su ritmi elevatissimi.

Piace e diverte ancora una volta l’utilizzo di un maxi schermo per punteggiare e mettere in rilievo momenti, gag, titoli dei quotidiani e testi delle canzoni e indurre alla partecipazione il pubblico. Con “Ce ste’ rride stuè” ogni spettatore è invogliato a partecipare attivamente, a commentare ad alta voce gli sketch assieme agli amici, a ridere di gusto. Uno spettacolo nello spettacolo.

Due sono gli atti, come a teatro. Tempo per rifiatare e aprirsi a nuovi sorrisi. Peccato che in Villa Peripato si possa ridere ed esibirsi solo fino a mezzanotte: l’ultima parte subisce tagli di battute proprio mentre il pubblico e all’apice del divertimento.

Gli applausi a scena aperta parlano chiaro: la “strana coppia” funziona più che mai. La comicità sorniona e in punta di piedi di Salamino ben si sposa con la fisicità e la esuberanza (anche vocale) di Zizzi. Talenti diversi ma comuni.

“Ce ste’ rride stuè”, insomma, propone un nuovo filone di cabaret italo-dialettale tutto da sfruttare. I primi frutti sono maturi e saporiti. Ma siamo, probabilmente, ancora in fase di semina.

 

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