Pro Domo Sud. Il primo progetto sperimentale di servizi assistenziali sociali e sanitari a pazienti cronici a Taranto.

 

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di GABRIELLA RESSA

Pro Domo Sud è un progetto sperimentale, di importante innovazione sanitaria, proposto dalla rete di imprese E.S.S. (Evolvo Srl, Sepi Spa, SDS srl) che, in collaborazione con la Fondazione S.Raffaele Cittadella della Carità e l’Istituto Scientifico Biomedico Euro Mediterraneo – ISBEM, mira a migliorare, attraverso l’uso di semplici sistemi tecnologici, l’assistenza sanitaria territoriale.

L’importante progetto sarà presentato in conferenza stampa venerdì prossimo, 28 febbraio 2014, alle ore 11.00 presso la Fondazione San Raffaele Cittadella della Carità  dal Prof. Raffaele Antonelli Incalzi, Ordinario di Geriatria presso il Campus Bio-Medico di Roma e Coordinatore Scientifico della Cittadella della Carità,  dal dr. Giuseppe Russo, direttore sanitario della stessa struttura, dall’ing. Salvatore Casilli di Innova Puglia, dall’ing. Giuseppe Cavallo, project manager di Pro Domo Sud, dal dott. Marco Benvenuto, ricercatore dell’ISBEM e dal dott. Massimiliano Roccetti, amministratore delegato di Evolvo s.r.l, capofila della rete di imprese ESS.

Sarà presente uno dei 10 pazienti che stanno già sperimentando l’attività.

E’ infatti in corso di svolgimento il monitoraggio domiciliare di parametri clinici su 10 pazienti scelti sulla base di una serie di criteri (patologia cronica, numero di ricoveri effettuati nel corso 2013, età) a cui sono stati forniti dei semplici strumenti per la rilevazione della loro condizione di salute. Al fine di migliorare la comunicazione tra paziente e personale coinvolto nella sperimentazione, è stato realizzato un contact center, allocato all’interno della struttura.

 

Pro Domo Sud  coinvolge i pazienti anziani cronici del territorio ionico  ed è cofinanziato nell’ambito del P.O. FESR Puglia 2007-13 Asse I-Linea di Intervento 1.4 – Azione 1.4.2 – “INVESTIAMO NEL VOSTRO FUTURO” Bando “Apulian ICT Living Lab”.

Gli obiettivi sono:

a)monitorare a domicilio i pazienti affetti da scompenso cardiocircolatorio cronico in modo da poter controllare in maniera ottimale  l’insorgenza di eventi acuti e porre in essere rimedi che evitino il ricovero urgente del paziente

b) organizzare e migliorare l’accesso al dato clinico del paziente ricoverato

c) fornire strumenti tecnologici innovativi per migliorare e quantificare in maniera obiettiva  gli esiti di un processo riabilitativo.

La sua importanza è duplice: potrebbe in un prossimo futuro ridurre sensibilmente i costi legati alla gestione di pazienti fragili, anziani, spesso affetti da polipatologie attraverso un monitoraggio domiciliare, che continua sulle 24 ore, nonché di migliorare la qualità della vita dello stesso paziente. C’è un altro aspetto importante da tenere in considerazione: il progetto prevede la costituzione di un Laboratorio vivente “Living Lab”,  inteso come una risorsa a disposizione della comunità: associazioni, scuole, testate giornalistiche, istituzioni ed enti, singoli cittadini, altre aziende del territorio, che  potranno interagire, visitare il laboratorio,  accedere ai servizi ed alle strutture del Living Lab, contribuendo a generare nuove idee, nuove attività e nuove iniziative con interazione e interscambio attivo.

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