A CRONE DE SPINE. Il riconoscimento del CQV quest’anno è andato alla Chiesa di Taranto

di SILVANA GIULIANO
“A Crone de Spine”, il prestigioso riconoscimento voluto dal Comitato Qualità della Vita, presieduto da Carmine Carlucci, giunto alla trentunesima edizione, quest’anno è stato conferito: “Alle spine di Taranto”, ossia alla Chiesa diocesana di Taranto, gelosa custode secolare delle spine della corona di Cristo. La cerimonia si è svolta nella Sala degli Specchi del Palazzo di Città alla presenza del sindaco Ippazio Stefàno, di Antonello Papalia e Raffaele Vecchi, rispettivamente Priore della Confraternita del Carmine e della Confraternita dell’Addolorata e di San Domenico. “Il CQV – come sottolineato da Carlucci – attraverso questa celebrazione, vuole coniugare storia, tradizione, cultura e soprattutto, coinvolgere gli studenti dalla scuola primaria all’università, affinché conoscano i nostri riti. Il primo riconoscimento fu assegnato a mons. Guglielmo Motolese. Negli anni successivi ai protagonisti dei riti, alle associazioni, ma anche alle città coinvolte nel percorso progettuale, ossia Siviglia e Mendrisio, quest’ultima nel Canton Ticino. Il percorso progettuale di quest’anno – ha concluso Carlucci – è triennale e si concluderà nel 2016, con un riferimento particolare alla simbologia della corona di spine”.
Il CQV ha voluto premiare anche i Priori delle Confraternite del capoluogo jonico, ai quali è stata consegnata la pergamena con questa motivazione: Per la presenza della corona di spine nei riti processionali della Settimana Santa. Antonello Papalia, ha ribadito l’importanza della divulgazione nelle scuole della conoscenza dei riti della Santa Pasqua. Raffaele Vecchi, nel ringraziare tutti i presenti, ha sottolineato l’attività svolta dalla confraternita, che non si limita soltanto ad essere parte attiva nei Riti della Settimana Santa, ma anche nelle opere di carità. “Attualmente – ha sottolineato Vecchi – 55 confratelli portano il loro sostegno, materiale e morale a 50 famiglie. Molte di queste hanno ripreso a frequentare la Chiesa grazie alle parole dei confratelli, ed è stata questa la più grande soddisfazione”.
Antonio Fornaro, esperto in tradizioni popolari, ha illustrato la storia della Corona di Spine e i documenti notarili che attestano la nascita dei nostri Riti. Non tutti sanno che Taranto possiede due Sacre Spine, conservate in un reliquario custodito nella cassaforte di una banca il cui nome è conosciuto soltanto dall’Arcivescovo, che lo trasmette al suo successore.
Don Mimino Quaranta, in rappresentanza di S.E. mons. Filippo Santoro, ha ritirato “A Crone de Spine”, riconoscimento che consiste in una pergamena e in un quadro opera dell’artista tarantino Antonio Carrino raffigurante due perdoni inginocchiati. Davide Fornaro e Elisabetta Spada hanno recitato la laude di Jacopone da Todi “Donna de Paradiso”, lauda drammatica che descrive la passione di Cristo colta nei suoi aspetti più crudi e umani; le quattro voci che dialogano fra loro nel testo sono quelle di Maria, di Gesù, della folla degli Ebrei e, probabilmente, di san Giovanni che è la voce narrante. Il testo è noto anche col titolo “Pianto de la Madonna”. E’ stata poi la volta della Preghiera alla Vergine dal canto XXXIII del Paradiso. Cataldo Sferra ha recitato un suo componimento, “Il fiore della passione”.

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