La lotta d’Ercole con Acheloo di Agostino Steffani per il 40° Festival della Valle d’Itria

la lotta d'Ercole con Acheloo

Prima rappresentazione in tempi moderni de La lotta d’Ercole con Acheloo di Agostino Steffani, produzione operistica del 40° Festival della Valle d’Itria dedicata al repertorio barocco, per valorizzare giovani talenti dell’Accademia del Belcanto. Venerdì 25 luglio, ore 21.00, nel Chiostro di San Domenico, Antonio Greco dirigerà questo divertimento drammatico su libretto di Bartolomeo Ortensio Mauro, che  a Martina Franca sarà eseguito nella versione curata da Cinthia Pinheiro Alireti. Compositore particolarmente noto per i suoi duetti vocali, Steffani esercitò una notevole influenza sui musicisti tedeschi del Barocco; infatti, sebbene fosse nato a Castelfranco, vicino Padova, trascorse buona parte della sua vita in Germania. La lotta d’Ercole con Acheloo, opera in un atto singolo, si distingue per la sua brevità e la composizione cameristica e rappresenta lo stile operistico della corte di Hannover, caratterizzato dalla forte influenza francese e italiana. Scritta per quattro controtenori, due contralto e due soprano, lo spartito si basa sulle tonalità di contralto, donando alla tessitura un risultato particolare. Ispirato alle Metamorfosi di Ovidio, la storia narra del triangolo amoroso tra Ercole, Deianira, figlia del re Eneo e Acheloo, dio dell’omonimo fiume, la storia decisa, nell’incertezza di lei, da un combattimento tra i due che vede Ercole vincitore.

La parte scenica è affidata a Benedetto Sicca, apprezzato giovane regista di prosa cresciuto artisticamente alla scuola di Luca Ronconi, al suo debutto nell’opera lirica che ha accorpato i luoghi del libretto trasferendoli in un unico spazio: un luogo evocativo dell’acqua che, idealmente, muta le sue condizioni, il suo stato cambia insieme allo stato d’animo dei personaggi. Infatti, in continuo mutamento sono le emozioni dei personaggi alle prese tra amore, desiderio ed eros. Quattro danzatori, inoltre, danno vita alle tre danze che suddividono idealmente in tre la partitura, ma rappresentano anche le creature del fiume, estensione dello stesso Acheloo e i loro corpi intrecciati incarnano la belva che insegue Deianira nel bosco, salvata da Ercole. Le scene sono di Maria Paola Di Francesco e i costumi di Manuel Pedretti.

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