Inaugurati i Laboratori nel Polo Tecnologico Scientifico alla presenza del ministro Giannini

di MARIA SILVESTRINI
“Mi impegno a dimostrare che il lavoro iniziato avrà grande attenzione dal mio Ministero. Il Polo Tecnologico Magna Grecia si propone come un caso virtuoso di interdisciplinarietà e risposta ad esigenze del territorio, per questo dal Fondo di 30 mln. a nostra disposizione, sarà mia cura recuperare le risorse perché il progetto vada avanti e dia i frutti sperati”. Così il ministro Giannini all’inaugurazione del progetto di potenziamento PON MAGNA GRECIA nella sala ‘Basilica’ della sede dell’Università Jonica.
Preparata, elegante, capace di apprezzare sia l’importanza dei nuovi laboratori specialistici nella sede della Facoltà di Scienze ambientali al quartiere Paolo VI, sia la sapiente ristrutturazione dell’ex Convento San Francesco, il ministro ha dedicato il suo intervento esclusivamente all’importanza dei progetti mirati, come nel caso del Polo Magna Grecia, e alla capacità della ricerca scientifica di essere volano per una nuova economia più responsabile ed ecocompatibile.
Ad ascoltarla i rettori Uricchio dell’Università di Bari e Di Sciascio del Politecnico, il prof. Tursi responsabile del progetto, il prof. Cardellicchio in rappresentanza del CNR, ed ancora gli ex rettori Petrocelli e Marzano, i professori delle facoltà con sede a Taranto e tanti allievi e dottorandi. In platea naturalmente tutte le maggiori cariche istituzionali ed anche alcuni politici: il consigliere regionale Lemma ed il senatore Liuzzi. Chi si aspettava aperture o riflessioni sulla Università di Taranto è rimasto deluso. Il ministro è rimasta al punto: il Polo scientifico tecnologico Magna Grecia è un esempio virtuoso di collaborazione interdisciplinare da cui la città può avere un impulso di grande rilevanza. Il rafforzamento di laboratori specialistici in Tecnologie e misure per l’ambiente accompagnato dalla formazione di personale qualificato con conoscenze specialistiche nella bonifica dei siti inquinati e tutela delle risorse ambientali, è un forte elemento di attrazione per ricerche innovative e Start Up. “Una vera scommessa questo progetto – ha detto il prof. Tursi – ora siamo nella fase di collaudo, fra 3 mesi si inizia a lavorare e credo davvero che questo sia un punto di partenza e non di arrivo per l’Università di Taranto e per l’intero territorio”.
Non solo ambiente, ma anche aerospazio. Lo sottolinea il rettore Di Sciascio che parla del suo Politecnico come di una piccola realtà virtuosa, l’unico del Sud, nato territorialmente nel 1990 su due sedi: Bari e Taranto. “Taranto non è una sede decentrata – ha sottolineato – ma è una ricchezza che ci consente una strategia di specializzazione intelligente. Siamo orientati su temi ambientali ma anche su quelle discipline aerospaziali che vedono la collaborazione con il vicino distretto tecnologico di Finmeccanica e con Avio. La presenza dell’aeroporto di Grottaglie consentirà aperture a realtà di grande valenza”.
Per una volta la ricerca in questa città non è un sogno ma un fatto concreto. La consapevolezza della presenza di un nucleo piccolo ma agguerrito di ricercatori per il rinnovamento ambientale deve essere la spinta per costruire intorno ad un progetto di innovazione una Università sempre più capace di affrontare il futuro su schemi diversi aperti all’alta specializzazione e alle nuove professionalità.

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