Un (futuro) Presidente a Taranto. La preside dell’Archita prof. Franca Schembari ricorda la visita dell’allora ministro Sergio Mattarella in occasione del centenario della statalizzazione del Liceo

Mattarella all'Archita

di Silvana Giuliano Il 4 dicembre 1989, in occasione dei 100 anni della statalizzazione del Liceo Classico “Archita”, venne a Taranto l’on. Sergio Mattarella, allora Ministro della P.I., oggi XII Presidente della Repubblica Italiana. Abbiamo ricordato quel giorno con la preside prof. Franca Schembari e il prof Adolfo Mele. “Fu un grande onore per il nostro Liceo – ha dichiarato commossa la Schembari – ricordo il Ministro come un uomo di grande disponibilità. Nel suo discorso lodò quanto si faceva al Liceo, mise in risalto che non c’erano adeguate condizioni edilizie e l’edificio aveva bisogno di essere ristrutturato. Tutto questo c’è ancora oggi, purtroppo. Apprezzò, inoltre, le sperimentazioni che si svolgevano e che non erano ancora normative, ma che poi lo sono diventate. Inaugurò la mostra Una scuola, una città, allestita nella Galleria del Palazzo degli Uffici, con la quale si dimostrava come l’Archita fosse andato di pari passo con l’evoluzione della Taranto moderna, a iniziare dalla statalizzazione che avvenne a poche settimane di distanza dall’inaugurazione dell’Arsenale di Taranto. Mattarella apprezzò gli interventi degli studenti. Un alunno, in particolare aveva composto una poesia che dedicò al Ministro e tutti misero in evidenza quali fossero le necessità di adeguamento della scuola”.
In quell’occasione, nel corridoio del Liceo, fu scoperta una epigrafe che riporta in greco e in italiano un frammento di Archita, conservatoci nel fiorilegio di Stobeo. Il prof. Mele seguì personalmente l’artigiano che effettuò l’incisione, perché i caratteri greci non sono facili da scolpire. Oggi non sappiamo in quali condizioni versi.
Nella sede del Liceo, alla presenza di autorità civili, docenti ed alunni, il prof. Sergio Mattarella tenne un discorso, pubblicato successivamente nel XIV vol. di Galaesus e di cui riportiamo alcuni stralci. “Mi pare di cogliere tre dimensioni di problemi che sono stati via via indicati: vi sono problemi che riguardano la condizione logistica del servizio scolastico e la sua prestazione nel pur importante settore organizzativo; vi sono esigenze e sollecitazioni che sono state avanzate e che riguardano invece il più rilevante, ma non esclusivo, problema dei programmi, della trasmissione culturale che la scuola realizza; vi sono problemi che riguardano gli esiti ultrascolastici che si presentano e si offrono agli studenti che escono da questo Liceo o dagli altri Istituti di questa città”. […] Uno degli strumenti è un intervento che riguardi l’edilizia scolastica nel nostro Paese, che il governo si ripromette, una volta risolti alcuni problemi finanziari, di presentare in Parlamento, perché si riattivi e venga rilanciato e sviluppato quel che fin qui è stato fatto come intervento di edilizia scolastica, anche se per la verità ad un ritmo piuttosto ridotto, perché è vero che anche i piani degli ultimi tre anni, dei cui dati si dispone (’86,’87,’88), vedono iniziati i lavori delle opere finanziate per poco più del 50%”. […] Mi ha colpito l’affermazione che gli studenti di Taranto, come quelli di tanti altri comuni grandi e piccoli, che non hanno le sedi universitarie, sopportano un costo maggiore, in termini non soltanto di carattere finanziario, ma in termini psicologici, umani, di convivenza, per proseguire negli studi di carattere universitario, rispetto a quelli di città che ospitano invece sedi universitarie. […] La scuola è la prima istituzione con cui si misura, da studenti, il livello delle pubbliche istituzioni e, da come funzionano, i cittadini, appena arrivati a toccarle, percepiscono e recepiscono in maniera qualche volta indelebile il funzionamento delle istituzioni dello Stato. Questo aumenta la responsabilità della scuola ed aumenta anche l’esigenza di tenere insieme la capacità di continuità di quel che si è svolto nel corso del tempo”.
“In occasione del Centenario – ha ricordato Mele – fu pubblicato il Catalogo Esposizione di Libri ed edizioni rare della Biblioteca del Liceo, edito da Lacaita, contenente la descrizione di oltre 50 testi, il primo dei quali è il Libro dei Diplomi dei Principi di Taranto, ovvero, Libro Rosso di Taranto – Codice Architiano [1330 – 1604], del quale si ricominciò a parlare proprio in quegli anni. Tale Codice, nel 2014, è stato finalmente pubblicato, come XXXVIII del Codice Diplomatico Pugliese, continuazione del Codice Diplomatico Barese, dalla Società di Storia Patria per la Puglia, dopo 90 anni dalla sua acquisizione tra i beni della Biblioteca del Liceo, per decisione dell’allora Preside Pasquale Ridola, e dopo essere stato restaurato presso l’Archivio di Stato di Bari, per iniziativa della Preside Franca Schèmbari. Il Catalogo e la Mostra furono curati dal prof. Adolfo Mele, con la collaborazione della prof.ssa Lucia Perrone”. La biblioteca è ricca di ben 22000 volumi, soltanto duemila hanno trovato posto e sono consultabili nella sede dell’ex scuola media Mazzini, in via Pitagora, gli altri sono stati imballati e lasciati nel Palazzo degli Uffici, di questi non conosciamo la sorte.
Il 6 dicembre dello stesso anno fu istituita l’Associazione “Aldo Moro” della quale fanno parte ex alunni o ex docenti del Liceo Ginnasio statale Archita di Taranto o enti che presentino domanda di adesione che venga accettata dal comitato direttivo. Se il Ministro già nel 1989 mise in risalto l’inadeguatezza della struttura, oggi la stessa – purtroppo – è in totale abbandono. Il 20 febbraio prossimo, nel Salone di rappresentanza dell’Amministrazione provinciale, si terrà un incontro pubblico organizzato dall’associazione culturale Aldo Moro e dal Lions club Taranto Aragonese; tema dell’incontro: “Palazzo degli Uffici, facciamo il punto”. Speriamo che il Palazzo degli Uffici non sia un’altra pagina nera della storia della città.

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