“I Mari di Taranto” nel Convegno del Propeller Club Port of Taras e Fondazione Michelagnoli

Michelagnoli

di Silvana Giuliano
Si è tenuto a Taranto, presso il Ristorante “Nautilus” in viale Virgilio, un convegno sul tema “I mari di Taranto”. Organizzato dal Propeller Club Port of Taras e dalla Fondazione Michelagnoli, il convegno è stato moderato da Michele Conte, presidente del Propeller. Sono intervenuti: l’Ammiraglio Fabio Caffio e l’ing Salvatore Mellea, rispettivamente presidente e direttore generale della Fondazione Michelagnoli. “Noi come Propeller – ha dichiarato Conte – ci occupiamo, in particolare, di economia marittima e in questo momento non nascondiamo la nostra preoccupazione per quanto sta accadendo al porto di Taranto. L’attuale situazione, infatti, secondo noi pregiudica quello che potrebbe essere lo sviluppo futuro”. Mellea ha relazionato sulla valorizzazione dell’Arsenale Militare Marittimo non solo come attività produttiva, ma anche come polo museale di archeologia industriale. “Il patrimonio della città è il suo mare e tutto ciò a cui esso si lega. Il mare è una presenza evidente che caratterizza il paesaggio, inoltre ha disegnato le sorti e il destino di Taranto facendone una piazzaforte marittima militare e commerciale. Il futuro – ha aggiunto Mellea – è nelle nostre mani. Ripartiamo allora dal mare come fecero i Parteni e troviamo la rotta per il futuro di una Città più rispettosa di se stessa e delle sue potenzialità. Questa rotta è già stata tracciata dal decreto “Sviluppo Taranto” (convertito in legge) che non è un’idea romantica, ma è un passaggio obbligato per la valorizzazione culturale e turistico del nostro patrimonio. La legge predispone interventi urgenti per l’esercizio di imprese industriali di carattere strategico nazionale e per il rilancio della città e dell’area di Taranto. Si occupa di Ilva, di bonifica, ma conferisce anche maggiori poteri al commissario straordinario del porto”. All’Articolo 8, inoltre, enuncia gli interventi per il rilancio della Città e, in particolare, quelli volti alla valorizzazione del patrimonio storico e di archeologia industriale tesi a rendere fruibile l’Arsenale Militare Marittimo di Taranto ai cittadini. L’Ammiraglio Caffio, autore di un recente libro sui “Mari di Taranto”, ha sottolineato la vocazione marittima della regina dello Jonio richiamando il glorioso passato magno-greco piuttosto che la molle ed imbelle tarentum di oraziana memoria.
Sono intervenuti l’Ammiraglio di Squadra Ermenegildo Ugazzi, Comandante in Capo del Comando Marittimo Sud, e l’Assessore all’urbanistica, architetto Cosima Lorusso. “Indipendentemente dal decreto – ha sottolineato l’Assessore – l’Amministrazione comunale si sta muovendo nel portare avanti una serie di interventi cercando di operare sull’intera isola dando una visione di ciò che dovrà avvenire. Nel decreto, purtroppo, non si fa accenno agli importi di spesa, ma poiché la città vecchia è un vero patrimonio culturale da conservare, ci auguriamo che altri enti stiano a fianco dell’amministrazione in questo prezioso progetto”. Il decreto di cui riportiamo il comma 3 dell’art.8 prevede il piano nazionale della città e relativi interventi nel comune di Taranto.
“I Ministeri dei beni e delle attività culturali e del turismo e della difesa, previa intesa con la Regione Puglia e il Comune di Taranto, da acquisire nell’ambito del Tavolo istituzionale di cui all’articolo 5, predispongono, entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, un progetto di valorizzazione culturale e turistica dell’Arsenale militare marittimo di Taranto, ermo restando la prioritaria destinazione ad arsenale del complesso e le prioritarie esigenze operative e logistiche della Marina Militare. Il progetto è approvato con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, Matteo Renzi, del Ministro dello sviluppo economico Federica Guidi, del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare Gian Luca Galletti, del Ministro dei beni e delle attivita’ culturali e del turismo Dario Franceschini del Ministro dell’economia e delle finanze Pier Carlo Padoan”.
Facciamo nostra l’osservazione dell’Ammiraglio Ugazzi che ha evidenziato che i 60 giorni previsti dal decreto sono pochi per stilare un progetto anche di massima senza che ci sia la reale copertura finanziaria.

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