Noa torna a Taranto con la sua “Love Medicine”

Noa Piero Romano Gil Dor Orchestra Magna Grecia

La cantante israeliana Achinoam Nini, nota in un tutto il mondo come Noa, torna a cantare al Teatro Orfeo di Taranto con l’Orchestra ICO Magna Grecia, diretta da Piero Romano, e il chitarrista Gil Dor. Il concerto con Noa “Love Medicine” della Stagione concertistica “XXIII Eventi Musicali” dell’Orchestra della Magna Grecia, si terrà sabato prossimo, 21 marzo, alle ore 21.00 al Teatro Orfeo di Taranto. Informazioni e biglietti: Orchestra Magna Grecia, via Tirrenia n.4 Taranto (099.7304422) e via Giovinazzi n.28 (cell. 345.8004520), o Basile Strumenti Musicali, via Matteotti n.14 Taranto (099 4526853), http://www.orchestramagnagrecia.it. Oltre che nella stagione “XXIII Eventi Musicali”, questo concerto è inserito anche nel cartellone del “Mysterium Festival 2015”, manifestazione che, fino a Pasqua, propone a Taranto numerosi spettacoli ed eventi musicali, tra questi anche “La lieta Novella” di De André in prima mondiale con Simone Cristicchi: sono già in vendita i biglietti per i singoli eventi non gratuiti, ai quali si può accedere anche acquistando la “Gold Card” (info http://www.mysteriumfestival.it). Dopo il memorabile successo del concerto di oltre tre anni addietro, ora Noa torna a Taranto per insegnare a tutti, con la sua meravigliosa voce, che la musica, quando viene fatta con amore e sincerità, rappresenta la migliore medicina per l’anima.
In questo concerto, infatti, Noa proporrà alcuni brani tratti dal suo ultimo album “Love Medicine”, frutto di quattro anni di lavoro con Gil Dor, direttore musicale e chitarrista da sempre al suo fianco, una lunga pausa creativa in cui la cantante ha tradotto in musica, con la sua straordinaria sensibilità, tutte le sfumature delle emozioni e l’energia scaturite da incontri significativi e luoghi magici.
Oltre a “Shalom” (Pace), da “Love Medicine” Noa canterà due brani che ha scritto un anno addietro per “Karol Wojtyla – la vera storia”, un musical sulla vita di Giovanni Paolo II: “Look at the Moon”, che racconta del giovane Wojtyla con la fidanzatina ebrea, e l’emozionante “Little Star”, sull’inizio della seconda Guerra mondiale con l’invasione nazista della Polonia, il primo brano scritto da Noa sulla Shoa. Gran parte del concerto sarà dedicata alle canzoni che hanno contrassegnato la straordinaria carriera di Noa, il suo debutto come cantante risale al 1991, brani in gran parte interpretati in ebraico da Achinoam Nini nel cui canto si mescolano armoniosamente jazz, rock americano e suggestioni mediorientali, un’artista capace di superare tutte le frontiere culturali.
Con Gil Dor e l’Orchestra ICO Magna Grecia, diretta da Piero Romano, Noa al Teatro Orfeo di Taranto canterà, con la sua voce angelica accompagnata da una presenza scenica magnetica, brani indimenticabili come “He Chalil (The flute), “Mishaela”, “Bereshit” (In the beginning), “Rachel Ola Min Ha-Midbar (Rachel)”, “Uri”, “Yuma”, “Zacharya, Gedalya Ve Miriam”, “Child of man”, e “Keren or” (Notturno). Non mancheranno momenti in cui sul palco rimarranno da soli Gil Dor alla chitarra e Noa che è anche una apprezzata percussionista. Achinoam Nini è nata a Tel Aviv nel 1969 da genitori yemeniti ebrei che si erano rifugiati in Israele; due anni dopo la sua famiglia si è trasferita negli Stati Uniti dove la cantante si è formata musicalmente. In profonda crisi di identità – «non ero bianca e non ero nera» ricorderà in seguito -, a 17 anni Noa ritorna in Israele dove per due anni presta servizio militare, una esperienza che la segna significativamente. Da quel momento l’artista userà il canto come strumento di riavvicinamento fra i popoli in conflitto, con particolare riguardo alla tragica questione mediorientale. Per questo Noa nel 2001 è stata insignita ad Assisi del premio “Artista per la Pace”, e nel 2003 è stata nominata “Ambasciatrice di buona volontà” della FAO. Da sempre alla ricerca di atmosfere e culture musicali diverse, in particolare mediterranee, le sue canzoni sono fortemente influenzate dall’ambiente israeliano perché, come afferma, “non potrei mai vivere lontano da Israele”.

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