Due corsi di formazione della Croce Rossa Italiana a Taranto. Ricreare i legami familiari e nuove forme di immigrazione negli workshop

rfl croce rossa

di Maria Silvestrini
“Continuiamo a parlare di emergenza ma siamo in realtà immersi in un lavoro quotidiano che sarà sempre di più pressante e necessario. Un lavoro che ha bisogno di spirito di gratuità e competenza”. Il Presidente della Croce Rossa di Taranto Domenico Maria Amalfitano, nel suo indirizzo di saluto ha indicato alcuni elementi chiave del lavoro della CRI. “Al nostro senso di gratuità che è più che volontariato, è vicinanza e fraternità, come volontari di Croce Rossa dobbiamo aggiungere la fondamentale capacità di essere competenti e preparati nello svolgimento dei nostri compiti. L’obiettivo della formazione oggi, è quello di riuscire a compiere un lavoro efficace particolarmente in situazioni in cui il processo di globalizzazione in atto cerca risposte in esigenze immediate con riflessi sul contesto locale”. Dopo i ringraziamenti alle autorità presenti la parola è passata al viceprefetto dott.a Trematerra che ha voluto sottolineare la necessità di continuare in un lavoro di squadra che a Taranto sta dando ottimi frutti e che consente di guardare alle prossime sfide con grande serenità. Taranto insieme a Porto Empedocle, Pozzallo ed Augusta, sono stati indicati come hub per l’accoglienza delle centinaia di migranti che arrivano dal Sud del mondo, una sfida ed una opportunità per dimostrare professionalità e cuore.
Nell’Istituto Salesiano di Taranto in Viale Virgilio, sabato 21 marzo è stata dunque la giornata della formazione per volontari della CRI della Regione Puglia e delle regioni limitrofe (Calabria – Campania – Basilicata), una giornata intensa di riflessione e confronto per oltre un centinaio di addetti ai lavori a cui si sono aggiunti alcuni operatori del volontariato locale. Fra i molti temi all’attenzione dei corsisti il Reparto Sanità pubblica nell’accoglienza e la questione dei dispersi. “Il mandato Tracing del Movimento di Croce Rossa, cioè la necessità di ricercare i dispersi e dare notizie alle famiglie nasce a Solferino con la stessa idea di Croce Rossa ad opera del dott. Dunant, un mandato che raccoglie l’idea stessa di essere un’associazione internazionale e che chiede oggi di dare conto degli oltre ventimila dispersi in mare in questa lunga scia di barche alla deriva che solcano il Sud del Mediterraneo”. Le parole del T. colonnello CRI Andrea Pettini Capo dell’Ufficio ricerche e RFL (Restoring family links) hanno aperto un nuovo fronte poco conosciuto fra gli elementi di urgenza che l’accoglienza profughi comporta.
Il dott. Pettini è solo uno dei maggiori esponenti della CRI presenti a Taranto per lavorare come formatori. Insieme a lui la dott.a Alessandra Diodati Coordinatore Nazionale per la CRI nel Progetto Praesidium, il dott. Daniele Giachetti Capo sezione dell’Ufficio ricerche CRI alle due direttrici sanitarie regionali della CRI la dott.a Antonella Molese per la Puglia Campania e Molise e la dott.a Antonella Fabiano per la Sicilia.
Un incontro mirato ma che vuole giungere anche al cuore della città dove si opera, Taranto, perché si rimoduli e rinnovi il senso di una comunità civile accogliente e preparata, questa la sottolineatura delle tante autorità presenti fra cui l’assessore alla sanità del Comune di Taranto dott. Baio e il comandante della Capitaneria di Porto Famà.

DOMANI, MARTEDI’ 24 MARZO 2015, SUI 96500 DI RADIO CITTADELLA ALL’INTERNO DI PRIMO PIANO

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