Sarà presentata oggi, giovedì 26 marzo alle ore 17.00, nel Salone degli Specchi la ristampa anastatica del De Antiquitate et varia Tarentinorum

Il Sindaco di Taranto, dott. Ippazio Stefàno, ha accolto favorevolmente l’idea di procedere alla ristampa anastatica e alla traduzione del volume del De Antiquitate et varia Tarentinorum fortuna, curata dal prof. Cosimo Damiano Fonseca, Accademico dei Lincei, in collaborazione con l’Amministrazione comunale, vedendo in essa una tappa importante per la conoscenza della millenaria vicenda storica della nostra città.
La ristampa anastatica del volume sarà presentata oggi, giovedì 26 marzo, alle ore 17.00 nel Salone degli Specchi a Palazzo di Città. Interverranno il Sindaco, dott. Ippazio Stefàno, il prof. Paolo Fedeli, Accademico dei Lincei, il prof. Francesco Panarelli, Ordinario di Storia medievale nell’Università della Basilicata, il prof. Franco Tateo, Presidente Emerito della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Bari. Modererà e coordinerà il dibattito il prof. Giovangualberto Carducci, Presidente della Sezione di Taranto della Società di Storia Patria per la Puglia.
Dopo circa mezzo millennio vede la luce in edizione anastatica, arricchita da una silloge di studi e dalla traduzione in lingua italiana la prima storia di Taranto. Era stata scritta da un membro del Capitolo Cattedrale della Città jonica, Giovan Giovine, su impulso del grande arcivescovo Lelio Brancaccio, che lo aveva inviato nella Capitale del Regno dove il Giovine aveva respirato il clima culturale della Napoli tardoumanista. L’opera era stata stampata a Napoli nel 1589 presso Orazio Salviano, noto tipografo in corrispondenza con gli eruditi napoletano di fine ‘500 e inizi del ‘600. Essa si compone di otto libri a cominciare dalla leggenda di fondazione legata al nome di Taras e alle gesta di Falanto per proseguire con “quelli che furono re dopo Falanto”, con Archita e con gli uomini illustri annoverati tra i Tarantini. Il quarto libro indulge nella descrizione del territorio, del paesaggio, del lusso, della vita quotidiana. Il quinto e il sesto libro sono incentrati sulla storia politica della città in età romana, sulla fase della cristianizzazione e sulle leggende petrine, sulle guerre annibaliche sino alla vittoria sui Cartaginesi da parte di Quinto Fabio Massimo. Il settimo libro ricostruisce le fasi altomedievali della Città e i nuovi assetti urbanistici dopo la distruzione di Niceforo Foca. L’ultimo libro è focalizzato sulla storia religiosa di Taranto e sulla cronotassi episcopale dalle origini sino a Lelio Brancaccio Arcivescovo di Taranto dal 1547 al 1599 al quale il De Antiquitate è dedicato.
La ristampa anastatica del volume effettuata sulla copia conservata nella Biblioteca Acclavio è accompagnata da un secondo volume che, oltre il saggio introduttivo del curatore, il prof. Cosimo Damiano Fonseca, Accademico dei Lincei, annovera i contributi di Gaetana Abruzzese, Adolfo Federico Mele e Francesca Poretti, Docenti dei Licei “Quinto Ennio” e “Archita” di Taranto, ai quali si deve la traduzione in lingua italiana dell’opera gioviniana. Al coordinamento dell’iniziativa promossa dal Comune di Taranto ha partecipato il dott. Claudio Fabrizio, Direttore della Biblioteca Acclavio.

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