L’onorevole Kyenge ha incontrato a Taranto profughi ed associazioni umanitarie

di Maria Silvestrini
Cecile Kyenge, ministro all’integrazione del governo Letta, e oggi eurodeputato ha ricevuto l’incarico assieme alla collega Roberta Metsola, ex segretario generale del Ppe maltese, di preparare un «rapporto di iniziativa strategica sulla situazione nel Mediterraneo e sulla necessità di un approccio globale dell’Ue alle migrazioni». In questa veste la sua visita a Taranto nella giornata di lunedì 20 che le ha consentito, nell’arco di alcune ore, di rendersi conto della situazione dei migranti in città e delle proposte ed opzioni offerte dalle numerose associazioni che si occupano del problema.
Il pomeriggio dell’on. Kyenge è iniziato al Palaricciardi, quindi a Palazzo di Città per uno scambio di vedute con il Sindaco Ippazio Stefano ed infine in Provincia per l’incontro con le Associazioni. Infine, erano ormai le 19,00, nel Salone della Provincia dove il PD cittadino aveva organizzato un convegno su “Diritti umani, immigrazione, integrazione, giustizia”. Al tavolo dei relatori l’on.le Ludovico Vico, Maria Rosaria Piccinni docente di Diritto e Religioni del Mediterraneo, gli avvocati Carlo Petrone e Daniele D’Elia. L’incontro è stato coordinato dal segretario cittadino del PD Tommy Lucarella , mentre il segretario provinciale Walter Musillo ha dato inizio ai lavori tracciando un primo quadro d’insieme dei lavori del convegno.
Dalle relazioni, tutte interessanti e appropriate, sono stati molteplici gli spunti a cui l’on.le Kyenge ha potuto dare risposta nel suo intervento conclusivo. Certamente non possono essere né il diritto penale né il diritto civile gli elementi su cui contare in situazioni di massa così gravi e drammatiche. “Oggi – ha sottolineato l’avv. Petrone – siamo di fronte ad un Mare Mostrum dove stanno affondando insieme ai barconi anche i valori umani di cui per 70 anni l’Europa si è compiaciuta”. Non è un’Europa dei diritti e delle pene ma dei diritti umani fondamentali quella a cui dobbiamo tendere ed auspicare. Dal Sud del mondo non si muovono solo migranti in cerca di lavoro o rifugiati in cerca di asilo, ormai sono interi popoli che si spostano con le loro forze più giovani. Sono le diseguaglianze e le guerre che portano nomi sinistri quali fame, malattie, privazioni, violenze che spingono migliaia di persone ad abbandonare luoghi sempre più poveri ed inospitali per cercare vita e speranza in Occidente.
Ludovico Vico ha tracciato le rotte dell’emarginazione che non sono solo quelle del mare ma anche quelle che attraverso la Turchia e la Grecia arrivano in Europa. Poi la questione religiosa che diventa un fattore di differenza e di disagio quando la lotta per la vita si fa estrema. La dott.a Piccinni ha delineato quanto la religione incida sugli stili di vita sulla formazione della cultura ma anche del vivere quotidiano.
Tutto questo ed altro ancora è stato detto in due ore di convegno in una sala con troppi posti vuoti per una questione così grave e così difficile da sciogliere. Cecile Kyenge ha parlato con competenza ed efficacia del lavoro che si sta facendo a Strasburgo nel Parlamento europeo, ha criticato la lentezza dei Governi nel rispondere efficacemente all’emergenza, si è detta scettica nei confronti di blocchi navali ed azioni di guerra in un contesto così variegato e mutevole come il Nord Africa. La questione emigrazione va affrontata con tempi lunghi e modalità di accoglienza diverse, utilizzando canali umanitari da aprire sul suolo africano e comunque in un contesto di Europa solidale, una Europa Nostra che si faccia carico finalmente di una situazione macroscopica che prelude a cambiamenti sociali forti a cui l’Europa deve rispondere affrontando in maniera appropriata l’integrazione con presenze di culture profondamente diverse. Un grazie infine a Taranto, pronta e disponibile nell’aprire le porte ai migranti, capace di accoglienza e di attenzione. Ed infine un monito “non abituiamoci alle tragedie”.

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