Nel convegno della Croce Rossa l’AIDO racconta il grande dono di una vita donata e di una vita nuova

di Maria Silvestrini

Il primo trapianto di cuore avvenne nel 1977 in Sudafrica ad opera del grande cardiochirurgo Christian Barnard. Nonostante il primo paziente con il cuore di un altro essere umano sia sopravvissuto poco più di due settimane, l’operazione di Barnard costituisce una pietra miliare per la chirurgia. Da quel momento la continua ricerca scientifica ha consentito di superare i problemi di rigetto e dal trapianto di cuore si è passati anche a quello di altri organi come ad esempio il fegato ed i reni. Questa è storia della scienza e della capacità umana. Oggi i trapianti sono effettuati in tutti i grandi ospedali ma acutissimo è diventato il problema della donazione.
Il Presidente della CRI provinciale Domenico Amalfitano nel suo intervento introduttivo si è soffermato sulla necessità di informare e diffondere la conoscenza e la coscienza della donazione degli organi. Un problema di maturità e di civiltà che nulla toglie a chi, per cause diversissime, si trova di fronte ad una morte traumatica, ma piuttosto fonte di vita per tanti che sono in attesa di un trapianto. L’intervento del presidente regionale dell’AIDO Vito Scarola è stato tutto indirizzato a far comprendere come la vita di 12.000 persone, oggi in lista d’attesa in Italia, sono legate ad un dono personale e condiviso con chi ci sta vicino. Sono infatti le famiglie che si trovano a dover fare una scelta nel momento in cui un loro caro viene strappato alla vita. Un percorso difficile che è accettato se è stato preceduto da un percorso di informazione e consapevolezza quando la vita era un giorno come tanti. In Italia la media è di 20 donatori su un milione di abitanti, in Puglia siamo a 7 su un milione, pochi se si pensa che in Italia ci sono ogni anno almeno 9.000 richieste di cui solo il 30% viene esaudito.
Alle parole sono seguite i fatti. Vito Scarola ha invitato a parlare della propria esperienza Giorgia, 25 anni, operata a 15 anni al Bambin Gesù di Roma. Trapianto di cuore perfettamente riuscito. Con lei la piccola Rebecca, 10 anni, operata l’anno scorso, felice di aver potuto riprendere a giocare con i suoi compagni di classe. Due vite nuove che ringraziano quegli sconosciuti che non si sono tirati indietro di fronte alla donazione del proprio cuore.
Ci sono scelte che nella nostra vita lasciano un segno. Le possiamo prendere con convinzione, a volte sono dettate dal cuore e altre dalla ragione. Per scegliere di diventare donatore di organi e tessuti non serve essere un super eroe basta aderire con una firma all’AIDO dichiarando in vita la volontà sulla donazione di organi e tessuti.
Vito Scarola ha poi lanciato l’allarme sulla possibilità che i farmaci antirigetto, usati nella fase postoperatoria dai trapiantati, possano essere soggetti a ticket. La riduzione dei costi della Sanità Pubblica sta mettendo in forse da parte di alcune Regioni, fra cui la Puglia, l’acquisto calmierati di questi farmaci molto costosi. Un problema per tutti coloro che hanno subito un trapianto.

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