La Città vecchia riparte dai bambini con l’oratorio di San Giuseppe

inaugurazione oratoriotaras Calcio per l'oratorio

di Maria Silvestrini

Festa di bambini e gioia per tutti, questa la sintesi di un pomeriggio di voci, di canti, di gioco all’Oratorio San Giuseppe in Città vecchia. Un sogno antico nato molti anni orsono con i Salesiani che, per primi, chiesero ed ottennero uno spazio creato al posto di vecchie case fatiscenti. Don Marco Morrone, parroco dell’Isola racconta una storia di tanto tempo fa. Il luogo è quello più abitato dell’intera Città vecchia e la chiesa, per quanto piccola, viene frequentata assiduamente. Quando la chiesetta e l’oratorio sono passati alla Curia finalmente negli anni ’90 il primo campetto. Da tempo era chiuso perché necessitava di un recupero quasi totale.
Lunedì 27 l’inaugurazione del nuovo campo di calcetto grazie alla disponibilità del Lions Poseidon, un club service che, guidato dalla presidente Flora Altamura, ha messo intelligenza e volontà in una raccolta fondi di ampio respiro consentendone il recupero. Alla festa non è mancato nessuno. L’Arcivescovo Filippo Santoro felice e in perfetta sintonia con l’atmosfera festosa, il sindaco Ippazio Stefano e molti esponenti del Consiglio comunale, i sacerdoti che nell’isola lavorano quotidianamente e le suore del Sacro Costato con la storica figura di suor Teresina Dessupoiu, i volontari di diverse associazioni, gli Scout del Taranto 5, i soci del Lions, e le mamme e i papà di quella parte dell’isola. Ma chi davvero ha raccolto il massimo del successo sono stati alcuni giocatori del Taranto Calcio intervenuti alla manifestazione insieme al gruppo dirigente. Bambini e adolescenti vocianti, hanno fatto a gara ad avvicinarli per scattare selfie e portarsi a casa un ricordo dell’incontro. Difficile mantenere la calma per don Marco Crispino che ha fatto da presentatore, solo l’inno del Taranto cantato a squarciagola e la minaccia di non fare giocare la partita sono riusciti a disinnescare il problema e consentire i brevi discorsi di ringraziamento. Prima mons. Morrone, poi Flora Altamura, hanno spiegato la genesi del campetto di calcio rinnovato e riaperto. Mons. Santoro, ha fatto pregare tutti prima di dare la benedizione, poi ha indossato la maglia dell’oratorio ed ha tirato il calcio d’inizio di una stagione nuova.
“Dovete giocare per imparare a diventare una squadra, per sentirvi uniti e capaci di vincere le sfide. Non solo quelle del pallone, anche quelle della vita, che si vincono più facilmente se si fa gioco di squadra”. Il nostro arcivescovo, senza giri di parole ha lanciato un messaggio di speranza. Anche il campetto è un piccolo simbolo di una volontà di rinascita che in Città vecchia si fa sempre più forte. Gli abitanti hanno circondato mons. Santoro per un saluto, un abbraccio e innanzitutto per ringraziarlo ancora una volta per quella processione che è tornata il venerdì santo nelle stradine di fronte a Mar Piccolo.
Si respirava l’aria felice di chi sa godere delle piccole gioie della vita, lunedì nello spazio dell’oratorio di San Giuseppe. Il dono del Lions Poseidon è stato un vero miracolo di generosità e di amore, un esempio di come i club possono rendere un servizio importante alla comunità.

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