Si chiama BES il nuovo indicatore per misurare il progresso della società

di Maria Silvestrini

Si può misurare la felicità? Forse no, ma certamente è possibile misurare lo stile di vita e la soddisfazione dei cittadini rispetto ad alcuni indicatori condivisi. Il Sole 24 Ore, ogni anno, stila una classifica delle città in cui si vive meglio, ma questo è solo un segnale di come le analisi quantitative non bastano più. Cambiano gli stili di vita e cambiano anche gli indicatori economici che, finalmente, sembrano avvicinarsi al modo di essere più che alla quantità di beni e servizi posseduti.

“La pubblicazione annuale del rapporto BES è un evento di svolta nella costruzione e valutazione del progresso economico-sociale del nostro Paese. Non solo PIL, le categorie quantitative del nostro vivere, ma anche le categorie qualitative, relazionali del convivere. Un segno, un nuovo paradigma, un cambio di approccio alla crescita, allo stato di salute del Paese. E l’Italia comincia ad essere all’avanguardia in questo impegno, con una solidità scientifica non indifferente. Siamo in una svolta di democrazia, di legittimazione democratica, di ripresa convinta di valori e mete costituzionali: non a caso si è parlato di “Costituzione Statistica”.

Il presidente del Centro di cultura dell’Università cattolica di Taranto, così si è espresso nella presentazione del seminario sul tema : “BES: Benessere Equo Sostenibile, il  nuovo indicatore per misurare e valutare il progresso di una società e pianificarne il futuro”. L’incontro si terrà Giovedì 14 maggio alle 17,30 alla Cittadella delle Imprese ed avrà come relatori due protagonisti del lavoro, che nella collaborazione ISTAT-CNEL, hanno portato alla stesura dei due rapporti BES 2013-2014: la Dr.ssa Linda Laura Sabbadini, Direttore del Dipartimento ISTAT per le Statistiche Sociali ed Ambientali; il Dr. Gabriele Olini, Ricercatore Ufficio Studi CISL ed esperto consulta BES. In conferenza stampa il presidente della Camera di Commercio Luigi Sportelli ha sottolineato come sia rilevante che a proporre l’iniziativa, ispirata dal Centro di cultura, sia la Camera di commercio di Taranto. Un segno di sensibilità ma anche un modo per sottolineare il passaggio propositivo verso un nuovo modo di vivere il futuro della nostra città. L’impatto sul nostro territorio: cosa si misura, come lo si misura, influenza cosa si fa. La qualità dello sviluppo, aldilà di quel consumismo che ha consumato tutto, anche l’ambiente, dipende dagli obiettivi condivisi che sapremo darci e ogni indicatore non può non motivare obiettivi e decisioni politiche. Per questo al seminario sono stati invitati amministratori di Enti pubblici, imprese, politici, espressioni di cittadinanza attiva e parti sociali.

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