La memoria dei vinti Il libro di Maristella Massari

La memoria dei vinti

di Silvana Giuliano

Cento anni fa, alle ore 15 del 24 maggio 1915, l’Italia entrò in guerra. Il conflitto terminò il 4 novembre del 1918 con la firma dell’armistizio che pose fine alle ostilità fra l’Italia e l’Austria. Numerose le iniziative con le quali si vogliono commemorare quegli anni che videro gli Italiani impegnati sul fronte. Quest’anno ricorre anche il settantesimo anniversario della fine del secondo conflitto, in cui Taranto per la presenza dell’ Arsenale, della Base navale e dei cantieri Tosi rivestì un ruolo di primo piano. Numerosi furono i giovani del sud, anche tarantini, che impugnarono le armi per la Patria. Le loro testimonianze sono state raccolte negli anni ottanta-novanta dalla giornalista della Gazzetta del Mezzogiorno Maristella Massari e pubblicate in un libro dal titolo “La memoria dei vinti” Racconti di vita in tempo di guerra, edito da Mandese. Il testo è stato presentato nella sala Celestino V del Castello aragonese alla presenza di un pubblico numeroso. Non poteva mancare la Marina Militare rappresentata dall’Ammiraglio Ermenegildo Ugazzi, comandante del Comando Marittimo Sud, e dall’ammiraglio di squadra Luigi Binelli Mantelli, già Capo di Stato Maggiore della Marina militare prima e della difesa dopo. Hanno partecipato il Prefetto dott. Umberto Guidato, il Questore dott. Vincenzo Mangini, i vertici di tutte le forze dell’ordine, l’editore Antonio Mandese e Ornella Sapio dell’Archivio di Stato di Taranto che ha svolto la funzione di coordinatrice. Nell’introdurre l’evento Ugazzi ha sottolineato che l’iniziativa si colloca nell’alveo delle celebrazioni per il centenario della Prima Guerra Mondiale volute dalla presidenza della Repubblica e che hanno visto un certo numero di interessanti eventi culturali ai quali hanno partecipato importanti oratori e numerosi studenti”. Il libro della giornalista Maristella Massari è composto da 10 storie frutto di interviste a quei tarantini coinvolti nei conflitti mondiali e nella resistenza. L’autrice usa uno stile delicato anche quando racconta le grandi tragedie vissute dai protagonisti, i racconti non degenerano mai nel patetico, neppure quando gli eroi temono di non fare più rientro a casa. Emerge l’amore verso la patria, la città e la famiglia. E così si susseguono le storie di Vincenzo Antonucci, Ercole Palermo, Michele Caggiano che Giovanni Guarino ha magistralmente interpretato. “Ogni racconto – ha sottolineato Ornella Sapio – è legato ad un oggetto della vita quotidiana a qualcosa di reale, quasi a voler riportare la quotidianità nella tragedia della guerra. “I vincitori – ha spiegato Binelli Mantelli – hanno sempre ragione e la storia la scrivono loro, cancellando la memoria dei vinti. L’hanno fatto i Sovietici verso gli Zaristi, i Comunisti verso i Cinesi, gli Alleati verso i Nazifascisti, lo fa oggi l’ISIS verso i monumenti storici, la cultura e verso tutto ciò che è positivo. La memoria è la nostra identità nazionale, è la nostra cultura occidentale. La storia con la S maiuscola racconta sui libri le decisioni prese da pochi Grandi, ma la nostra identità non è in quella storia è nei racconti dei singoli collegati alle nostre tradizioni, alle nostre idee e alla nostra umanità. Storie minime che si innestano su tragedie immani e globali, ma capaci di nobilitarle grazie alla loro umanità”.

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