“Alzheimer Più”: il progetto diventa realtà. Inaugurazione del centro domenica 14 giugno 2015 presso la Parrocchia di San Massimiliano Kolbe(Paolo VI, Taranto)

locandina inaugurazione Alzheimer

“Alzheimer Più” è l’ambizioso progetto portato avanti dall’Associazione Culturale Onlus Falanthra, un punto di incontro e di informazione per i malati e le famiglie che accomuna varie figure professionali: dai medici di base ai medici specialisti, dai volontari ai collaboratori, che daranno il loro contributo e sosterranno chiunque si rivolga a loro. L’arte farà da padrona, tramite essa verranno stimolati i malati con amore e dedizione. Ma soprattutto verranno coinvolti i giovani.

Il centro  “Alzheimer Più” sarà inaugurato domenica 14 giugno 2015 presso la sala delle feste adiacente la chiesa San Massimiliano Kolbe (Paolo VI, Taranto) grazie a Padre Salvatore che ne ha sposato la causa con molto entusiasmo.

Alle ore 17,00 ci saranno momenti istituzionali, reading poetici e interventi medici dalle ore 20,00…” grande festa” durante la quale si esibirà un coro che proporrà canzoni anni 60/70/80 ed altri amici artisti. Una mostra pittorica darà colore e armonia all’atmosfera magica che si respirerà durante tutto il pomeriggio e la serata.

“Alzheimer più” prende spunto dal progetto “caffè Alzheimer” che nasce nel 1997 a Leida (Olanda) grazie allo psico-geriatra Bere Mesen, il quale si era reso conto che, per i malati di Alzheimer, le cure sanitarie erano insufficienti e che era necessario investire di più nelle terapie psico-sociali.
Oggi i caffè Alzheimer sono presenti in diverse regioni del nord e del centro Italia e solo di recente ne sono nati due al sud, a Napoli e a Palermo.
Ripercorrendo la storia della nascita di ogni caffè si trovano, quali promotori, soggetti coinvolti nell’assistenza agli ammalati, mentre in questo caso il progetto nasce dalla esperienza personale e diretta: Daniela Lelli insieme al suo compagno Cesare Natale, scrittori e infermieri da oltre quarant’anni, poi soci fondatori dell’associazione culturale Falanthra, partono proprio dalla loro esperienza professionale e di vita. Daniela, affetta da un inizio di Alzheimer, lo combatte impegnandosi con Cesare in una continua attività informativa e promozionale fatta di incontri ed eventi culturali condivisi da tanti amici.
Ed è proprio questa voglia di apertura e comunicazione, questo lavoro di divulgazione, questo interesse e questa presenza attiva nel sociale a ritardare i processi degenerativi della malattia.

Dice Daniela: “Nessuno sa realmente cosa accade quando la nebbia avvolge per sempre la mente di un malato di Alzheimer. Penso che la paura più grande non sia quella di perdere alcuni ricordi, di quello uno se ne fa una ragione, ma è la consapevolezza certa di perdere un giorno la percezione dei suoni, la voce e le parole delle persone che ami, non riconoscere più le loro parole che cercano di tranquillizzare i tuoi tormenti, la paura di vagare da sola in un mondo che non ti appartiene. Ecco l’importanza di dire e dare oggi tutto quello che non si potrà più ascoltare domani

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