La ricercatrice Antonella Viola inaugura la Notte della cultura

Pagano

di SILVANA GIULIANO

La città di Taranto, in occasione della notte della cultura, ha invitato la ricercatrice tarantina Antonella Viola affinché parlasse della sua esperienza e soprattutto illustrasse quanto un corretto stile di vita e una corretta alimentazione influiscano sul benessere fisico. L’incontro, moderato dal giornalista Angelo Caputo, si è tenuto nel chiostro dell’ex convento di San Francesco, sede del Polo universitario jonico. L’assessore alla cultura Vincenza Vozza ha portato i saluti dell’Amministrazione comunale, mentre il prorettore Riccardo Pagano quelli del Mondo universitario. La scienziata si è laureata a Padova in biologia, successivamente si avvicinata all’immunologia, trasferendosi poi per cinque anni a Basilea presso l’Istituto di immunologia, finanziato dalla Roche. Grazie a questa esperienza ha imparato a fare ricerca ed è diventata uno scienziato. Nell’ottobre del 2014, Il Consiglio Europeo della Ricerca le ha assegnato un finanziamento di due milioni e mezzo di euro per effettuare ricerca nel campo dell’immunologia. La Viola avrebbe potuto scegliere qualsiasi laboratorio, ma la scelta è caduta sul Vimm (Istituto veneto di medicina molecolare) con sede a Padova, perché come ha precisato vuole che questo premio sia utilizzato per istituire una nuova classe di ricercatori e un percorso tale da creare un’importante scuola italiana di immunologia. “Credo nel mio Paese – ha dichiarato la scienziata – e spero di far bene. L’Italia, purtroppo, soffre la mancanza di finanziamenti per la ricerca in maniera drammatica, la stessa però è ad alto livello sia per le grandi capacità dei ricercatori italiani sia per la capacità di attrarre finanziamenti europei e grazie anche alle donazioni di enti come AIRC e Telethon”. Spesso c’è sfiducia nei confronti della scienza e accade che proliferino le pseudo scienze, quelle che fanno male alle persone e alla stessa scienza. Il caso Stamina ne è un esempio. Bisogna ricominciare un percorso culturale che porti i ricercatori a contatto con la gente, informandola sui progressi della scienza. Attraverso i suoi studi Antonella Viola mira a scoprire il legame che potrebbe esserci tra obesità e stato di infiammazione cronica: condizioni che, se messe in relazione tra loro, favorirebbero l’insorgenza del cancro e delle malattie del sistema cardio-circolatorio. “L’infiammazione – ha spiegato – è causata da un’alterazione del sistema immunitario, questo è l’arma che ci permette di difenderci dalle infezioni, quando però è attivato in maniera inopportuna causa allergie e malattie autoimmuni. Inoltre, è importante anche per il cancro; possiamo curare alcuni tumori stimolando il sistema immunitario e questa è sicuramente la grande scoperta degli ultimi cinque anni. Il sogno dei ricercatori è quello di bloccare l’infiammazione”.
Il progetto di ricerca avrà una durata di cinque anni durante i quali Antonella Viola sarà affiancata da 10 ricercatori, che potrebbero diventare presto 15. Riguardo all’alimentazione la scienziata consiglia di consumare pochissime carni rosse, molte fibre che derivano dai cereali, dalla crusca d’avena, perché sono antinfiammatorie, e poi frutta e verdura. Insomma i prodotti della dieta mediterranea. Il caffè sembra avere un effetto protettivo per quanto riguarda il diabete, per il vino la regola è la moderazione, un bicchiere non è un problema di più lo diventa.

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