Rapporto Taranto 2015 “Rinasce il futuro” Un quadro fortemente negativo quello presentato dal Presidente Luigi Sportelli

il Presidente di CdC Sportelli

di MARIA SILVESTRINI
Un’araba fenice che risorge dalle ceneri è il segno di speranza, forse l’unico, che si evince dal “Rapporto Taranto 2015 – Rinasce il futuro” presentato dal Presidente di Camera di Commercio Luigi Sportelli martedì 21 luglio in conferenza stampa.
Un rapporto articolato, molto ben costruito, leggibile e chiaro, che il Centro Studi guidato dalla dott.a Francesca Sanesi ha preparato in collaborazione con l’Istituto Tagliacarne. Un lavoro che fotografa senza infingimenti la situazione economica di una Città e di una Provincia che sembrano un’enclave negativa all’interno del Paese Italia che invece mostra segni positivi di inversione di tendenza. “La provincia di Taranto è risultata nel 2014 la peggiore area in Italia per andamento del valore aggiunto a prezzi correnti con una flessione, rispetto all’anno precedente del 3,2%. Una perdita notevole in termini di ricchezza, che si rispecchia in un sistema imprenditoriale che non cresce e in un sistema occupazionale che ha perso lo scorso anno 10.400 posti di lavoro, ha un tasso di disoccupazione giovanile del 54% e il volume di ore di CIG più alto di Puglia, il 42,5% del totale”. Le parole del Presidente Sportelli sono dure come macigni. “Sono dati obiettivi – ripete- che non lasciano dubbi sulla difficoltà di invertire il percorso”.
Anche la dott.a Francesca Sanesi ed il Segretario Generale dr. Francesco De Giorgio, nello spiegare i dati del Rapporto più nel dettaglio si muovono sulla stessa linea. Fatta eccezione del settore agroalimentare, l’unico a registrare un incremento del valore aggiunto, la situazione è di crisi gravissima. Il sistema industriale va in pezzi, i settori dell’agroalimentare e turistico sono appannati dall’immagine, fin troppo negativa, di una città che nel mentre rinunzia alla grande industria non ha ancora un’idea del suo futuro. Fra i fattori che certamente sono un elemento di ostacolo allo sviluppo produttivo, vengono messe in evidenza le forti carenze infrastrutturali. Taranto è praticamente isolata, con il porto fermo, i treni a lunga percorrenza che non arrivano, il mancato collegamento con l’autostrada e l’aeroporto di Grottaglie che ancora non esce dalle secche di una destinazione certa e produttiva.
Ed allora che senso ha l’Araba Fenice posta sul frontespizio? Da cosa può rinascere il futuro?
“Un amministratore di un Ente Pubblico deve assumersi la responsabilità di analizzare i dati e le vicende drammatiche ad essi sottese, studiare il contesto, cogliere i dettagli, lavorarci su e restituire speranze e possibili soluzioni. – Il Presidente Sportelli non ha tentennamenti – L’istituzione ha l’obbligo, morale prima che normativo, di proporre schemi entro i quali muoversi, di ricercare la coesione, di ragionare insieme”. Taranto ha molte potenzialità inespresse che la collocano al 76-esimo posto tra le province italiane. Un potenziale medio-alto con comparti che potrebbero sprigionare una capacità di crescita molto forte (turismo, agroalimentare, porto) se solo ci si lavorasse intorno con comunità di intenti e non come cellule sparse. E’ una questione di uomini e di teste, ma non ci si deve attendere un intervento messianico, bensì occorre rivitalizzare la società in uno sforzo comune e convinto, con obiettivi non in contrasto, non perennemente in un atteggiamento antagonista. Tutto questo finora ha dato solo frutti negativi ed ha lasciato il territorio in un immobilismo deleterio e gravissimo. “Non bastano le enunciazioni, i Tavoli con attori che parlano e parlano, – denuncia il presidente di Camera di Commercio – non bastano neppure la buona fede, il buon cibo, il mare… Servono i tecnici, le competenze ed un frame definito e sostenuto dagli attori pubblici e dalla politica con la partecipazione delle parti sociali ed economiche. Un lavoro immenso in un territorio non avvezzo al confronto costruttivo. Ma bisogna avviarlo in maniera decisa”.

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