Il ruolo delle agenzie regionali. Lo ribadisce l’assessore regionale Gianni Liviano

《A nessuno sfugge l’importanza del ruolo svolto dalle Agenzie regionali (Teatro pubblico pugliese, Apulia film commission, Puglia promozione, ndc)》.
Gianni Liviano, assessore all’Industria turistica e culturale della Regione Puglia, torna sull’argomento relativo alla possibile rimodulazione delle tre agenzie regionali chiarendo che ogni scelta sarà condivisa con la giunta e il presidente Emiliano. E lo fa in occasione della conferenza stampa di presentazione, tenutasi giovedì mattina nella sede del TaTà, al rione Tamburi di Taranto, dell’iniziativa “Misteri e fuochi”, rassegna che proprio il Teatro pubblico pugliese organizzerà dal 24 al 27 settembre nella città dei due mari e che raccoglierà installazioni artistiche e performance di grandi maestri di teatro, danza, visual art internazionale in quattro location che appartengono alla via francigena pugliese: Lucera, Bari, Taranto e Brindisi. Lo spunto tematico è il pellegrinaggio.
Poi il ringraziamento agli operatori teatrali 《dei quali conosco lo sforzo e la passione e la professionalità》. Tornando poi alla rassegna, “Misteri e fuochi”, 《è un po’ la metafora -ha detto Liviano – di quello che l’assessorato all’Industria turistica e culturale della Regione Puglia intende promuovere e sviluppare. Ovvero narrare attraverso le varie arti alle comunità locali, e non solo, le tradizioni, i sogni, le storie, le passioni, le speranze, i desideri, le sofferenze, i percorsi spirituali, in questo caso, di una comunità e far diventare tutto ciò, nell’immaginario di chi riceve la proposta, emozioni che spingono ad appassionarsi alla comunità, ad appassionarsi all’appartenenza alla comunità per chi già ne fa parte ed appassionarsi, invece, alla scoperta di questa comunità per chi non è indigeno e si relaziona con questi territori in maniera occasionale. Questo mi sembra il percorso》. Secondo l’assessore regionale all’Industria turistica e culturale, 《dobbiamo provare a raccontare le bellezze naturali ma anche le nostre tradizioni e le nostre culture ragionando sul fatto che, sicuramente, la cultura, che è valore in sé, che ha prospettive educative e crea cittadinanza attiva, è anche strumento per costruire reddito, per consentire ai territori di crescere economicamente, per proporre prospettive di diversificazione economica. E di questo Taranto, in particolare, ha bisogno. Questa comunità – ha aggiunto Liviano – ha bisogno di ragionare su nuove prospettive di sviluppo, avendo i tarantini assunto la consapevolezza che il modello basato sulla grande industria nel medio periodo si è rivelato fallimentare, ha bisogno di ragionare su prospettive di diversificazione che vadano oltre gli slogan e le denunce tucur e che, invece, – ha concluso – investano su un nuovo progetto economico che sia però legato a un progetto strategico che metta a rete tante competenze》.

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