Iniziato ieri il LV Convegno di studi sulla Magna Grecia

tavolo 1

di MARIA SILVESTRINI

Ha preso il via ieri il 55° Convegno Internazionale di studi sulla Magna Grecia quest’anno rivolto alla conoscenza delle forme primitive di economia di mercato con il tema “Produzioni e committenze in Magna Grecia”. Presenti alla cerimonia di presentazione le massime autorità cittadine: il Prefetto Umberto Guidato, l’assessore regionale alla cultura Gianni Liviano e quello del Comune di Taranto Vincenza Vozza, Gianni Azzaro in rappresentanza della Provincia, l’ammiraglio Ermenegildo Ugazzi, il colonello Daniele Sirimarco, Angelo Tedeschi vicario del Questore e naturalmente il Magnifico Rettore Antonio Felice Uricchio. Maestro di cerimonie il dott. Arcangelo Alessio che ha ringraziato particolarmente gli enti e le associazioni che con il loro contributo hanno reso ancora una volta possibile il sostegno di 50 borse di studio per giovani studiosi della materia.
Negli indirizzi di saluto è stato sottolineato come il Convegno sia un evento significativo che concorre a rafforzare l’identità di Taranto ed un esempio importante di un’attività forte di ricerca e valorizzazione delle nostre fonti storiche ed archeologiche. Interessante la convenzione maturata fra l’Istituto e l’Università che mentre consente finalmente all’Istituto della Magna Grecia di avere una sede degna in Palazzo D’Aquino, diventa fattore di promozione nei confronti delle attività di ricerca sul territorio. Il prof. Aldo Siciliano, presidente dell’Istituto, ha concluso la prima parte degli interventi con il ricordo del fondatore il prof. Attilio Stazio.
Dopo la fase istituzionale, quest’anno particolarmente ricca di presenze, segno del costante interesse e della rilevanza del Convegno, si è passati al tema. La prima relazione del prof. Alain Bresson dell’Università di Chicago ne ha inquadrato i caratteri generali. “I processi produttivi ed i fenomeni economici che noi viviamo oggi non sono affatto assimilabili a quanto accadeva nelle comunità di un’epoca così lontana. La prima differenza, che si è mantenuta per oltre un millennio è stata la convinzione che la produzione dei beni in natura fosse costante e quindi nessuna necessità si trovava nel reinvestire nella produzione, altre sono connesse ad uno scambio che certamente non aveva le caratteristiche del libero mercato. Per questo parliamo nello specifico di produzioni e committenze”. Poi l’attenzione si è spostata sulla storia sociale ed economica dei diversi contesti sub-regionali magno greci. L’introduzione alle relazioni specifiche dei professori Michel Bats e Clemente Marconi, oggetto dell’intervento della dott.sa Teresa Cinquantaquattro, già Soprintendente archeologico in Puglia, ha toccato proprio queste specificità.
Rilevante, a conclusione della ricca giornata di lavori, la relazione del Soprintendente archeologico di Puglia Luigi La Rocca che ha illustrato i rinvenimenti più rilevanti soffermandosi particolarmente sulle ricerche nella zona di Castro.

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