Anche Castro nella relazione della Soprintendenza di Puglia al LV Convegno di studi sulla Magna Grecia

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di MARIA SILVESTRINI
Il Convegno di studi sulla Magna Grecia non è soltanto analisi del tema “Produzioni e committenze” ma anche la vetrina delle ultime scoperte in campo archeologico. Come ogni anno uno spazio apposito è stato dedicato alle relazioni delle Soprintendenze. Quest’anno oltre la Puglia, vi erano quelle di Calabria, Campania e della Soprintendenza speciale per Pompei, Ercolano e Stabia. Il Soprintendente archeologico per la Puglia Luigi La Rocca è intervenuto nella prima giornata del Convegno, giovedì 24, e la sua relazione è stata veramente ad ampio spettro. “Le scoperte sono numerose – ha detto – e non si riesce mai ad esporle tutte, proverò ad indicare gli interventi più esemplificativi dei lavori della Soprintendenza sul territorio”. Tanti. Si va dai ritrovamenti preistorici, soprattutto dell’epoca neolitica, fatti nella provincia di Foggia, agli interventi di valorizzazione e scavo che da anni si conducono nel Parco archeologico di Egnazia. alla importantissima attività di tutela che quotidianamente ci rivela aspetti nuovi del sottosuolo. Taranto resta la città forse più difficile e più seguita perché, nonostante non si riesca a fare delle estese campagne di scavo dal punto di vista degli spazi per la sovrapposizione della città moderna su quella antica, i controlli su attività di lavori pubblici consentono di ampliare le conoscenze del ricco patrimonio archeologico. Anche quest’anno sono venute alla luce necropoli ed importanti villaggi soprattutto nella zona orientale, verso il porto.
Un posto speciale nella relazione del dott. La Rocca ha avuto il recente straordinario rinvenimento di Castro che ha caratterizzato questa estate. La conferma che la «rocca con il tempio di Minerva» raccontata da Virgilio nell’Eneide, dove approdò Enea in fuga da Troia, fosse l’attuale Castro, era nascosta sotto tre metri di terra in pieno centro storico della piccola località del basso Salento. Una statua di donna, dal raffinato drappeggio, di proporzioni doppie rispetto a quelle naturali, ne è stata la conferma. Secondo gli archeologi che l’hanno scoperta l’opera, di pregevole fattura, potrebbe datarsi al III secolo a.C e raffigurerebbe proprio la dea Minerva a cui era dedicato l’antico tempio. “Rinvenire un luogo di culto sacro, un tempio citato dalle fonti, di cui da tanto tempo si andava in cerca, – ha detto il Soprintendente – è un risultato importante ed anche una grande soddisfazione. Gli scavi che occupano un’area comunale espropriata dieci anni fa a privati, portano la firma dell’archeologo responsabile Amedeo Galati, impegnato sul sito da quasi sei anni. La direzione scientifica è invece del professore Francesco D’Andria dell’Università del Salento mentre la sorveglianza per conto della soprintendenza di Taranto è della dottoressa Laura Masiello”. L’area di rinvenimento, già fruibile, è oggetto di un intervento di valorizzazione che dovrà finire entro quest’anno. I reperti rinvenuti avranno bisogno di restauri e poi saranno collocati nel museo civico di Castro, all’interno del Castello aragonese, attualmente in fase di ristrutturazione ed allestimento. Tempi rapidi dunque per poter ammirare il Tempio di Atena.

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