Furono i Micenei i primi coloni insediatisi a Saturo La relazione del prof. Enzo Lippolis ospite dell’Associazione Italiana di Cultura Classica

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di SILVANA GIULIANO

Con la conferenza del prof. Enzo Lippolis, ordinario di archeologia classica e direttore del Dipartimento di Scienze dell’antichità presso La Sapienza di Roma, ha avuto inizio l’anno sociale 2015-16 dell’AICC di Taranto.

All’evento, che si è svolto nella Sala degli Specchi del Palazzo di città, ha partecipato un pubblico interessato ed incuriosito a conoscere attraverso la relazione di Lippolis le “Nuove ricerche sulla colonizzazione Greca: il caso di Saturo”.

Ha introdotto la serata Adolfo Mele, presidente dell’AICC di Taranto, mentre Antonietta Dell’Aglio, archeologa e già direttrice del MarTa, ha presentato il relatore.

Lippolis – ha evidenziato la Dell’Aglio – è il direttore degli scavi di Saturo, dal 2008 ha scavato con la sua equipe il sito del Santuario della Sorgente e dal 2011 si occupa del Santuario dell’Acropoli e di tutta l’area circostante. Dagli scavi è emerso che il luogo fu frequentato  dalla protostoria e fino all’età del tardo-antico e dell’ alto medioevo. La soprintendenza ha un’attenzione particolare per questo sito, infatti il soprintendente Luigi La Rocca si sta impegnando in prima persona per ottenere finanziamenti tramite i POIn per la sistemazione dell’area del parco, mentre con i tecnici della soprintendenza abbiamo avviato l’esproprio dell’area del Santuario della Sorgente, proposta che il Ministero ha accettato e la cui pratica verrà chiusa entro il 2016”.

Lippolis prima di entrare nel merito dell’argomento ha spiegato i motivi della ricerca archeologica. Le motivazioni sono essenzialmente tre:

1) Saturo è un deposito importante, consistente e diffuso.

2) E’ oggetto di un’attività clandestina intensa. Infatti girando in molti musei famosi di tutto il mondo, possiamo ritrovare recenti acquisizioni dovute alla ricerca indebita di alcune persone che non scavano casualmente, ma attraverso un’organizzazione criminale. I luoghi di smistamento degli oggetti sono le città di Basilea, Ginevra e Losanna in Svizzera. Il sequestro più notevole è stato quello del tesoro di Gianfranco Becchina, famoso mercante d’arte, a capo di un’organizzazione che operava nell’Italia meridionale. Soltanto con lo scavo sistematico si può contrastare questa attività illegale.

3) Saturo è stato una porta verso il Mediterraneo e l’Oriente, utilizzata a più riprese. Le prime tracce di contatti con il mondo esterno si fanno risalire al 1600 a. C. e precisamente a quella fase della protostoria italiana, il cosiddetto bronzo medio, un periodo in cui i contatti con l’altra sponda dell’Adriatico, con la Grecia e con le isole dell’Egeo erano scarsi. Di conseguenza, il sito di Saturo ci restituisce materiali eccezionali, perché per la prima volta vediamo l’arrivo di prodotti, persone, ma anche fenomeni, comportamenti e idee provenienti da ambienti e da periodi diversi. Questo flusso si ripropose nel corso dei secoli, soprattutto nel XIII sec. con l’arrivo dei Micenei.

“Il sito – ha precisato il relatore – è uno dei più importanti dell’area tarantina, solo oggi comincia a rivelarsi l’ampiezza di questo insediamento che occupava varie zone dell’area di Saturo attuale, in un arco temporale lunghissimo che ebbe inizio ben prima della colonizzazione greca e proseguì con la fase romana e tardo-antica. Le cose più interessanti e recenti sono la scoperta delle tracce degli insediamenti relativi all’età del Bronzo recente (XIII sec. a. C) con tracce consistenti di strutture in pietra, di una complessità strutturale notevole per il periodo e frutto degli scambi con il mondo miceneo.

Seguì poi una fase di riduzione di questi contatti, che ripresero verso la metà dell’VIII sec a. C. fino alla colonizzazione e alla fondazione della colonia spartana di Taranto. La città faceva parte di un sistema molto più ampio di attività di colonizzazione che concerneva l’intera Italia meridionale e della Sicilia e che fu un elemento determinante per lo sviluppo economico e culturale della nostra penisola, nonché per la storia”.

Dagli scavi è emerso anche che nel Santuario della Sorgente venivano svolti riti funzionali al matrimonio, inoltre c’era una serie di strutture quadrate destinate al simposio. “Le leggende – ha concluso Mele – trovano conferma nei dati dell’archeologia, qui sono arrivati i Micenei lo sapeva già sir Arthur Evans, ( Lo scopritore del Palazzo di  Cnosso-Creta) e poi lo storico locale il sacerdote Andrea Martini, che in una sua opera riportò una tavola con i caratteri del sillabario miceneo. Queste notizie, già note per la tradizione letteraria e mitografica, sono state confermate dall’archeologia. Ritornare alle proprie origini e approfondire questi contatti lungo le sponde del Mediterraneo, ci porta a capire che nessun popolo si è mai potuto isolare completamente e che la civiltà è frutto di confronti, contatti, integrazione e qualche volta anche di scontri. Studiare i tempi che ci hanno preceduti, non è un lusso inutile, anzi significa avere uno sguardo più ampio su quelle che sono le prospettive del futuro”.

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