“Protezione sociale e agricoltura in terra jonica” nel Convegno di Confagricoltura Taranto e del Comitato Qualità della Vita

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di SILVANA GIULIANO

Nutrire il Pianeta, Energia per la vita, è stato il tema dominante di Expo Milano 2015, il filo che ha attraversato tutti gli eventi sia all’interno sia all’esterno del sito espositivo, attraverso momenti di riflessione e condivisione in occasione anche di giornate particolari come la Giornata mondiale dell’alimentazione 2015. Confagricoltura Taranto e il Comitato Qualità della Vita, in ritardo rispetto alla data effettiva del 16 ottobre, a causa del maltempo che si era abbattuto su Taranto, hanno celebrato, lunedì 26, la Giornata mondiale dell’alimentazione 2015. La data è stata scelta in concomitanza con la Giornata mondiale della pasta, alimento principe della tavola degli Italiani, e non solo.
Al convegno, che si è svolto nell’ex convento di san Francesco sede del Dipartimento Jonico dell’Università di Bari, hanno partecipato numerosi studenti dell’Aristosseno, del Liside e del Righi. Dopo i saluti di Riccardo Pagano (delegato per Taranto del Magnifico Rettore Antonio Felice Uricchio) e di Luca Lazzàro (presidente Confagricoltura Taranto), Carmine Carlucci, nell’introdurre i lavori, ha sottolineato che il convegno è mirato ad avviare un percorso progettuale che consente agli studenti di riflettere sulla grande tematica dell’alimentazione, argomento affrontato quotidianamente sulla stampa. Al convegno, moderato da Anna Maria La Neve, sono intervenuti Laura Costantino (docente di diritto Agrario presso il Dip. Jonico), Nicolò Giovinazzi, presidente Anga (Associazione nazionale giovani agricoltori) Confagricoltura Taranto, Gianluca Buemi (presidente Ordine degli Agronomi della Provincia di Taranto) e lo storico Antonio Fornaro.
“La filiera agroalimentare è lunga e complessa – ha detto Laura Costantini – parte dall’agricoltura per svilupparsi in un’attività di tipo industriale ampia, con molte professionalità coinvolte. E’ importante che l’agricoltura si sviluppi in un ambiente sano ed è indispensabile che la filiera agroalimentare sia seguita da tutti gli esperti del settore e che il consumatore sia informato su ciò che sta consumando. E’ utile, inoltre, ricordare che di recente è stato approvato il regolamento sulle nuove professioni legali che introduce la figura dell’avvocato specializzato in diritto agrario e alimentare”.
Anche l’agronomo si è adeguato ai tempi; ad Expo è stata stilata la carta universale dell’agronomo. “Il ruolo del professionista nei processi di filiera – ha sottolineato Gianluca Buemi – è quello di garantire e certificare che ciascun attore applichi tutte le misure necessarie al fine di poter assicurare al consumatore finale un alto livello di qualità e sicurezza dell’alimento ed in misura sufficiente per tutti gli abitanti del pianeta. L’agronomo oggi è un vero progettista del cibo. In funzione della tipologia di cibo da portare a tavola il professionista valuta le condizioni pedoclimatiche più adatte alla coltivazione di una determinata specie, ne definisce i cicli, le sistemazioni del terreno e le tecniche colturali più idonee, nonché la gestione irrigua, nutrizionale e fitosanitaria. Nella fase di trasporto ed immagazzinaggio dall’azienda allo stabilimento, l’agronomo contribuisce al progetto finale chiamato cibo, evitando che le materie prime usate per la produzione di alimenti possono essere esposte a potenziali rischi di infezione biologica e contaminazione chimica, derivanti ad esempio dai residui di carichi precedenti che si trovano nei container. Inoltre, il professionista fornisce consulenza scientifica ai gestori del rischio sulle possibili misure da adottare per limitare tali pericoli”. I consumatori sono molto più esigenti per la loro alimentazione in termini di scelta, qualità, prezzo, valore nutrizionale e disponibilità degli alimenti. A tal fine l’agronomo promuove l’innovazione del settore alimentare con nuovi ingredienti, tecnologie, prodotti alimentari e relativa comunicazione.
Anche per Nicolò Giovinazzi l’agricoltura ha bisogno di esperti in vari campi. Il mondo è cambiato e gli agricoltori sono persone qualificate, infatti utilizzano trattori con il gps, praticano un’agricoltura di precisione, infine utilizzano i droni. E’ importante che l’associazione faccia da tramite tra la politica, la finanza e l’innovazione. Lo storico Antonio Fornaro ha illustrato le origini della dieta mediterranea sottolineando che frutta, ortaggi e soprattutto legumi erano gli alimenti dei nostri antenati, soprattutto dell’Italia meridionale, alimenti che tuttora i nutrizionisti continuano a consigliare.
Luca Lazzàro, presidente di Confagricoltura Taranto, ha concluso sottolineando che l’Associazione sta interpretando un nuovo ruolo, che è quello di accompagnare sui mercati le aziende, farle crescere e diventare più competitive.

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