L’Economia della Puglia nella relazione di Bankitalia

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di MARIA SILVESTRINI
La presentazione dell’Aggiornamento congiunturale dell’Economia della Puglia 2015 fatta dalla Banca d’Italia sede di Taranto, martedì 10 novembre, nella sede dell’Università in via Duomo, ha avuto l’inusuale presenza di moltissimi giovani studenti della Facoltà di Economia. Molti. Invitati dal prof. Bruno Notarnicola nella duplice veste di Direttore del Dipartimento e consigliere di Bankitalia, hanno mostrato un vivo interesse per i dati economici che il dott. Maurizio Lozzi, della divisione di analisi e ricerca economica territoriale, ha snocciolato con competenza.
Presenti le massime autorità cittadine, il Rettore Uricchio ed un parterre di industriali e docenti universitari, il direttore di Bankitalia Maurizio Mincuzzi ha dato inizio ai lavori. “La Banca d’Italia – ha detto – sta riorganizzando territorialmente le sue sedi, alcune filiali del territorio fra cui quella di Taranto saranno chiuse, ma l’attenzione nei confronti del territorio jonico rimane inalterato”. Non solo un auspicio, un impegno del nuovo direttore della sede di Bari Pietro Sambati che ha fatto una breve sintesi delle notizie, finalmente positive, dell’ultimo Aggiornamento congiunturale.
La Puglia torna a crescere, per ora si tratta di decimali ma l’inversione di tendenza è netta, a confermarlo il miglioramento dei dati del settore dell’edilizia, da sempre una spia del cambiamento congiunturale. Il riavviarsi della domanda di immobili, che arriva dopo sette anni di contrazione, viene sottolineata dalla crescita nella transazioni anche se i valori di scambio restano ancora deboli per una marcata vischiosità del settore. Il mercato del lavoro ha avuto un incremento di 30.000 unità, una crescita del 2,7% che posiziona la Puglia ad un livello maggiore di quello previsto per l’intera Italia. Su questo andamento positivo hanno inciso sia il cambiamento della fase ciclica sia l’attuazione del Jobs Act. La relazione indica anche i distretti produttivi in cui lo sviluppo appare più accelerato. Bari ed il suo hinterland, la BAT, ma anche il ritorno a produzioni di eccellenza in paesi particolarmente attivi come Martina Franca che ha superato la crisi del tessile e lavora molto bene, o Casarano in provincia di Lecce.
Risultati particolarmente positivi sono venuti quest’anno dal settore turistico in quasi tutte le provincie pugliesi con particolare sviluppo del turismo low cost in B&B e case alloggio. Un trend che promette di mantenere gli attuali standard.
Il lieve recupero dell’attività produttiva si è riflesso solo in parte sull’attività creditizia. Relativamente alle imprese la motivazione è legata a margini di investimento non ancora utilizzati, mentre le famiglie continuano a mantenere una bassa propensione del credito al consumo e un’alta propensione al risparmio.
E Taranto? Purtroppo si viaggia in controtendenza, il turismo, le transazioni, gli investimenti, sono tutti in calo. La crisi perdurante della siderurgia marca profondamente il territorio e, come ha sottolineato il presidente di Confindustria Cesareo, in un suo intervento, il mancato pagamento dei crediti sospesi da parte della Pubblica Amministrazione peggiora la disponibilità ad investire. Certo il Porto ha grandi potenzialità, lo sappiamo, ma bisogna farlo partire. Poi c’è l’aerospazio: Alenia in primo luogo, ma non solo, consente alla provincia di pareggiare la flessione dell’export in caduta libera per la crisi dell’acciaio.
Gli interventi del prof. Pirro, del presidente Cesareo e della professoressa Caterino hanno apportato alla relazione, molto tecnica, argomenti mirati che hanno consentito di dare ai dati una maggiore profondità. Dietro un trend numerico c’è la vita delle persone, la cultura di un popolo, lo studio e l’approfondimento che una università consente al territorio. La Puglia riparte con la forza di volontà e le capacità dei pugliesi e specialmente dei giovani pugliesi che restano e lavorano sul territorio.

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