La tragedia di Parigi ricordata nel convegno dell’Ufficio Migrantes

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di MARIA SILVESTRINI
L’immane tragedia di Parigi irrompe con tutto il suo orrore e la sua gravità nel XII Convegno organizzato dall’Ufficio diocesano Migrantes sabato 14 novembre, in collaborazione con gli Uffici diocesani per l’ Educazione, per la Cooperazione tra le Chiese, e l’Associazione ‘Noi e Voi’.

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Da quella drammatica situazione di guerra in Medio Oriente fuggono i tanti che hanno fatto dei flussi migratori una realtà strutturale. Questi disperati non possono essere confusi con chi semina distruzione e morte. Questo il messaggio forte che S.E. Mons. Santoro ha lanciato insieme agli altri relatori dall’Aula Magna dell’ITIS Pacinotti. Una giornata che Marisa Metrangolo, Direttrice dell’Ufficio Migrantes, aveva organizzato fra i giovani per sottolineare l’importanza della formazione per una società disponibile all’accoglienza. Agli studenti con accento commosso si è rivolto il nostro Arcivescovo. “Il germe buono deve vincere sia nella mente sia nel cuore, attraverso un’adeguata preparazione e gesti concreti di solidarietà“. Dopo una preghiera per le vittime, tutti hanno fatto un minuto di silenzio.
Il Convegno è iniziato con gli interventi del Sindaco Stefano e del Preside Leopardo: entrambi hanno stigmatizzato la tragedia di Parigi come uno scontro fra una civiltà capace di accogliere le differenze ed un gruppo disumano che appellandosi alla religione perde ogni senso dell’umano e si sono rivolti ai ragazzi con parole accorate perché tutto questo segni una crescita nei valori che condividiamo: libertà, uguaglianza, fraternità. Ma anche i relatori non hanno potuto non ricentrare la questione delle migrazioni alla luce di quanto appena avvenuto.
Papa Francesco nel messaggio per la Giornata mondiale del Migrante istituita oltre cento anni fa pone come prima questione il superamento della fase di emergenza per dare spazio a programmi che tengano conto delle cause delle migrazioni, dei cambiamenti che si producono e delle conseguenze che imprimono volti nuovi alle società ai popoli. Al documento “Migranti e rifugiati ci interpellano” fa riferimento il Vademecum preparato dalla Conferenza episcopale italiana, presentato brevemente da Marisa Metrangolo, la quale ha spiegato che terrorismo e migrazioni sono due cose del tutto differenti. All’odio cieco e responsabile si risponde con la serietà dei comportamenti ed il coraggio della nostra fede. La risposta della Chiesa, la risposta del Vangelo è la Misericordia. Don Ciro Alabrese Direttore dell’Ufficio diocesano Educazione, Scuola, Università, nella sua lezione ha spiegato il Messaggio di Papa Francesco. “Ognuno di noi – scrive il Papa – è responsabile del suo vicino: siamo custodi dei nostri fratelli e sorelle, ovunque essi vivano. La cura di buoni contatti personali e la capacità di superare pregiudizi e paure sono ingredienti essenziali per coltivare la cultura dell’incontro, dove si è disposti non solo a dare, ma anche a ricevere dagli altri. L’ospitalità, infatti, vive del dare e del ricevere. In questa prospettiva, è importante guardare ai migranti non soltanto in base alla loro condizione di regolarità o di irregolarità, ma soprattutto come persone che, tutelate nella loro dignità, possono contribuire al benessere e al progresso di tutti”.

L’Italia non è la meta più ambita eppure oggi nel nostro paese vivono stabilmente oltre cinque milioni di immigrati. Sono rumeni, albanesi, marocchini, cinesi, ucraini. Gli ultimi arrivati cercano solo di attraversare il nostro paese e non si fermano. A Taranto gli immigrati sono circa diecimila, non molti rispetto anche alle altre città pugliesi. I dati dell’Ufficio Migrantes fotografano una situazione consolidata, che non ha subito scosse dagli ultimi sbarchi. Dell’accoglienza a Taranto dei migranti ha parlato don Francesco Mitidieri, parroco del “Corpus Domini” al quartiere Paolo VI, dove da tempo in uno dei luoghi più difficili e poveri della nostra città si aprono le porte ai profughi. Al convegno hanno portato la loro esperienza l’avv. Ilaria Buonocore con una ricerca sulle novità legislative in atto, il Comandante della Capitaneria di Porto Giuseppe Famà, il dott. Giuseppe Stasolla dell’Associazione ‘Verso Est’ e il presidente provinciale di S.E.R. Giovanni Genco. Don Luigi De Giorgio ha tratto le conclusioni chiedendo un supplemento di umanità per crescere in una autentica azione di carità e di presenza costruttiva.

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