Quattro nuovi sacerdoti a servizio della Chiesa tarantina

Ieri, 28 dicembre alle 18, nella Concattedrale Gran Madre di Dio, l’arcivescovo monsignor Filippo Santoro ha ordinato quattro nuovi sacerdoti per la Chiesa di Taranto. Gli ordinandi presbiteri sono i diaconi don Cosimo Alò della parrocchia chiesa madre di Montemesola, don Vito Fasano della San Domenico di Martina Franca, don Cosimo Lacaita della parrocchia San Marco in Torricella e don Alessandro Solare della parrocchia Spirito Santo in Taranto.

Vi proponiamo l’omelia dell’Arcivescovo mons. Filippo Santoro.

“Celebriamo con grande gioia l’ordinazione sacerdotale di quattro nostri giovani che consacrano la loro vita a Cristo in questo Natale dell’Anno Santo della Misericordia.
Gesù che viene tra noi è la Misericordia del Padre. È lui la porta della nostra salvezza nato da Maria per salvarci e per darci la vera felicità. Si fa compagno del nostro cammino e allo stesso tempo nostro Salvatore. Lui ha obbedito al Padre e si è fatto uomo dalla Vergine. Siamo dinanzi al sì del Verbo e al sì di Maria.
Cari giovani diaconi, Vito Fasano, Cosimo Damiano Lacaita, Alessandro Solare e Cosimo Alò, al sì del Figlio e della Madre unite oggi il vostro sì totale alla chiamata e alla scelta di Dio. Questo sì è per sempre: “Tu sei sacerdote in eterno”.
Il vostro sì è preceduto da un amore immenso che vi ha scelti, vi ha chiamati ed oggi vi consacra e vi invia al mondo. All’inizio di tutto c’è il misterioso primato della grazia che vi predilige e vi sceglie. La festa di oggi dei Santi Martiri innocenti mette in evidenza l’amore gratuito del Padre che viene prima di tutto. Si prega nelle lodi mattutine di oggi : “Salve, candidi fiori dei martiri, che sulla soglia stessa della vita, l’ira del persecutore travolse come il turbine le rose nascenti. Prime vittime offerte al redentore, tenero gregge di agnelli immolati, giocate con la palma e la corona, semplici e lieti all’altare”.
Questi bambini, senza saperlo, muoiono per Cristo e compongono la schiera dei martiri. Scelti da Dio danno testimonianza a Gesù con la loro vita. Anche voi siete stati scelti da un disegno di grazia per la testimonianza. In questo hanno contribuito le vostre famiglie di origine, le persone che hanno fatto sorgere la vocazione, i vostri educatori e professori di seminario ed il vescovo con la sua decisione finale.

Già con il battesimo, come tutti i fedeli, siete diventati sacerdoti, re e profeti; ora con l’imposizione delle mani, la preghiera di consacrazione e l’unzione col sacro crisma parteciperete al sacerdozio ministeriale di Cristo, Buon Pastore e Capo della Chiesa. In unione col Vescovo e nell’unico presbiterio diventate sacramento di Cristo Capo per il servizio del Popolo di Dio. Siete scelti, consacrati ed inviati per un grande piano di amore che comporta il dono della vostra vita ai fratelli.

Prima di ricevere l’ordine del Presbiterato ne assumerete solennemente gli impegni. La vostra vita non vi appartiene più; siete di Cristo nel cuore, nella mente, nello stato di vita. Siete, come ci dice Papa Francesco, “decentrati” nell’obbedienza al vescovo, nel celibato col cuore pieno dell’amore di Cristo, nella povertà per il regno dei cieli. E tutto questo per la predicazione del vangelo, per la celebrazione dei sacramenti, per il servizio e la guida del popolo di Dio. Il centro della vita non siete più voi, ma è Lui. Il centro dei pensieri, degli affetti, dei progetti non siete più voi, ma la Persona di Cristo e la missione della Chiesa. Come il Papa ci raccomanda: con questo cuore, traboccante della Presenza di Cristo, siate in mezzo alla gente, attenti a non vivere la mondanità spirituale che fa del vostro io il centro di tutto, contando solo con le proprie forze.

E poi ancora vi raccomando di essere certo presbiteri diocesani, ma anche sacerdoti per il mondo; pronti ad andare in Guatemala, in Brasile o in Siria. Appassionati alla nostra terra con tutte le sue vertenze sociali, ambientali ed economiche, ma anche appassionati all’annuncio di Cristo ai poveri del mondo. Uomini liberi, quindi non legati alle proprie comodità o al proprio piccolo potere. In tempi di acuto individualismo, siate invece capaci di dono gratuito della vita, attenti al grido della terra e al grido dei poveri; sobri nella società dello scarto, dell’usa e getta; fedeli alla vocazione in una società del consumo e delle voglie. L’eucarestia ben celebrata, la preghiera, in particolare alla Madonna, l’unità reale col vescovo, con i fratelli sacerdoti nell’unico presbiterio, sono l’antidoto e la forza in quel mondo che ancora non conosce il vangelo.

Per un dono così grande c’è bisogno di qualcosa di straordinario, più potente di tutte le nostre forze e dei buoni propositi: c’è bisogno della forza dello Spirito Santo.
Noi lo invochiamo perché agisca con tutta la sua potenza senza la quale nulla può accadere e non c’è nulla di buono. Perché siate dei sacerdoti santi e non appena mediocri, ci vuole l’ “effusione dello Spirito di santità”, lo Spirito Creatore, che vi configura a Cristo, vi unge, vi consacra e vi invia nel mondo come sacramenti della misericordia del Padre.

Che la Madonna della Salute e San Cataldo vi proteggano, benedicano le vostre famiglie, tutta la nostra diocesi e con la forza dello Spirito cresca ogni giorno in voi l’ardore dell’amore di Cristo”.

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