Magdi Cristiano Allam a Taranto nella libreria Ubik

100_0690L’intervista a Magdi Allam
di Maria Silvestrini e Maddalena Orlando
Magdi Cristiano Allam ha presentato il suo ultimo libro: “Islam, siamo in guerra” martedì 12 gennaio nella libreria UBIK . Sala gremitissima, grande attenzione al colloquio intervista proposto con grande equilibrio da un’ottima Francesca Rana, giornalista del “Quotidiano” di Taranto. L’autore ha ringraziato la Ubik per l’ospitalità, Federica Bello che ha organizzato l’incontro, il pubblico per la partecipazione e le forze dell’ordine che tutelano la nostra sicurezza. “Il titolo del libro “ISLAM Siamo in guerra”, ogni giorno si conferma sempre più appropiato, anche oggi, nella centralissima piazza Sultanahmet di Istanbul, dove sorgono la Moschea blu e Santa Sofia, un terrorista si è fatto esplodere causando la morte di nove turisti. Magdi Cristiano Allam ha ampiamente illustrato il contenuto del testo, precisandone anche le fonti; ne è seguito un lungo dibattito durante il quale ha risposto alle domande del pubblico, alcune in netto contrasto con quanto da lui scritto e detto.
Al giornalista scrittore abbiamo posto alcune domande.
Mr. Allam siamo alla vigilia di una nuova crociata?
No, siamo in una guerra che è stata proclamata ed è stata sferrata dal terrorismo islamico globalizzato e con modalità diverse. A Colonia ed in altre città della Germania, ed altrove in Europa, abbiamo assistito ad un’altra forma di questa guerra, una guerra contro le donne. C’è una guerra che viene perpetrata da chi sgozza, massacra, si fa esplodere, e c’è una guerra che viene promossa da chi vuole islamizzarci proponendo una rete sempre più fitta e capillare di moschee, di scuole coraniche, enti assistenziali islamici. Tutto questo in un contesto in cui l’Europa ha perso la certezza di chi siamo, ha perso la certezza della nostra civiltà, delle nostre radici, dei nostri valori, della nostra identità.
In questo contesto ci può ancora essere un po’ di tolleranza e di convivenza?
Noi siamo in uno Stato laico. All’interno di uno Stato laico ci sono delle regole, ci sono delle leggi, ci sono dei valori che devono essere rispettati, ottemperati, condivisi da tutti senza alcuna eccezione. Il concetto di tolleranza è un concetto improprio nel momento in cui si afferma che davanti alla legge siamo tutti uguali. Non si deve discriminare nessuno ma quello che sta accadendo oggi è un’autodiscriminazione, cioè concediamo ad altri ciò che non è concesso a noi cittadini. Questo è quello che deve cambiare.
E’ una questione di cultura, di mancanza d’identità degli Europei o è piuttosto una migrazione di massa necessitata da problemi economici e sociali?
C’è una crisi generale che sicuramente investe anche l’ambito economico. L’Europa appare assoggettata a poteri finanziari globalizzati che hanno impoverito i popoli europei. C’è una devastazione dell’economia reale a beneficio dei grandi potentati bancari e c’è anche uno scardinamento dell’istituto della famiglia naturale: l’Europa è la parte del mondo che ha il più basso tasso di natalità e questo rappresenta il nostro vero tallone di Achille, facciamo sempre meno figli ed i nostri figli sono costretti ad emigrare. In questo contesto noi oggi registriamo la crescita di questa aggressività islamica.
Lei ha paura di qualcosa, anche personalmente?
No, assolutamente. A questo proposito ho voluto ricordare proprio all’inizio del capitolo conclusivo del mio libro la fase straordinaria pronunciata da Paolo Borsellino che disse “E’ bello morire per ciò in cui si crede, chi non crede muore tutti i giorni, chi crede muore una volta sola”.

Qual è il valore della pace? …..La domanda si perde nel brusio della sala. L’intervista è finita. Lavorare per la pace, ogni istante, facendone la nostra quotidiana battaglia è in fondo l’unico modo per difenderci dalla guerra.

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