Scene da un matrimonio, dall’individuazione alla dissoluzione del sè

Continua il cinema che porta alla scoperta del Sé, quello del laboratorio cinematografico mensile “Dall’individuazione alla dissoluzione del Sé – andata e ritorno” dell’Associazione “Hermes” di Taranto, un’organizzazione no profit.
L’idea alla base di questa iniziativa è che la visione di un film possa rappresentare lo spunto di partenza di un dibattito, coordinato in sala da un esperto counsellor, in cui i partecipanti possono, se lo desiderano, esternare e confrontare le sensazioni e le emozioni suscitate in loro. Fine ultimo del laboratorio cinematografico, infatti, è dare la possibilità di scoprire le proprie dinamiche evolutive ed involutive, favorendo così una maggiore consapevolezza di Sé.

Alle ore 18.00 di domenica prossima, 7 febbraio, si terrà presso l’Hotel Plaza, in via D’Aquino n.46 a Taranto, il secondo appuntamento (biglietto 10€) con la proiezione del film “Scene da un matrimonio” di Ingmar Bergman; info Associazione Hermes: tel 099.4594910, cell. 348.8370371, e-mail pbgestalt@tin.it.
La serata, introdotta da Pietro Bonanno, psicoterapeuta della Gestalt, didatta e supervisore, analista transazionale, sarà condotta in sala da Massimiliano Catapano, counsellor professionista in Gestalt ed analisi transazionale.

“Scene da un Matrimonio”, la pellicola è del 1973, fu originariamente girato in 16mm da Ingmar Bergman come una serie di sei episodi per la televisione, il soggetto è del regista stesso, e poi “trasformato” in 35mm in un film per il cinema riscuotendo un enorme successo. È la storia del matrimonio di una coppia sulla quarantina, Marianne e Johan, con due figlie, un ménage apparentemente solido e sereno, ma all’improvviso Johan decide di lasciare il tetto coniugale, una decisione che fa esplodere in maniera violenta tutte le tensioni latenti e inespresse del rapporto.

Annunciando l’iniziativa del laboratorio cinematografico, giunta alla seconda edizione, Pietro Bonanno ha spiegato che «in questo nuovo ciclo di incontri si analizzeranno, per mezzo dello strumento cinematografico, processi e dinamiche evolutive ed involutive, esplorando varie declinazioni specifiche e soggettive di percorsi umani che portano i protagonisti delle vicende narrate alla consapevolezza e alla individuazione del proprio Sé».
«La novità rispetto ai precedenti laboratori cinematografici – ha poi detto Pietro Bonanno – consiste nell’analizzare anche i percorsi involutivi che conducono gli individui alla propria alienazione attraverso un processo disgregativo, alla perdita di contatto con se stessi, con le proprie potenzialità ed esigenze, perdendo in alcuni casi completamente contatto con la propria essenza, arrivando così alla dissoluzione della percezione di sé con effetti deleteri per la loro vicenda esistenziale».
Pietro Bonanno ha poi concluso spiegando che «la visione dei film può essere lo strumento che, grazie al potere di arrivare in profondità senza mediazioni cognitive (come la musica e le altre forme d’arte), è in grado di produrre insight, scosse emozionali, rispecchiamenti e vissuti capaci di metterci in contatto con il nostro Sé più profondo. Il primo passo per il cambiamento è sempre, infatti, la consapevolezza di sé e dei propri processi interni, grazie alla quale possiamo affrontare la vita in maniera positiva, creativa, originale ed autentica».

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