“Nata a Costantinopoli” Grande successo al Tarentum

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150420161325di SILVANA GIULIANO
Venerdì 15 aprile, in prima nazionale, è andato in scena nell’Auditorium Tarentum “Nata a Costantinopoli”, drammatizzazione teatrale della vita di Elena Xenopùlu della comunità greca di Costantinopoli. L’opera teatrale è stata curata dal regista Alfredo Traversa per Teatro della Fede eventi (TdF), su testo raccolto da Daniela Rotondo insieme con la stessa Elena per un’idea di Giancarlo Antonucci, presidente dell’associazione culturale Dopolavoro Filellenico di Taranto. Antonucci, nel presentare l’evento, ha sottolineato che gli organizzatori si augurano che dallo spettacolo possa partire un messaggio di pace, amicizia, solidarietà e comunanza fra i popoli. Elena è stata impersonata da Valentina Rota, sulla scena anche Giuseppe Calamunci nella parte di Pietro il futuro marito, Carmelo Lorizio e Clara Magazzino hanno interpretato diversi ruoli. “La domenica proiettano sempre film greci, ma quella sera, l’incontro con Pietro avrebbe aperto il II capitolo della mia vita”. Ha avuto inizio così sul palcoscenico del Tarentum la storia di Elena, mentre in sottofondo la voce di Albano cantava Nel sole. “Avevo amiche turche. Quelli erano anni tranquilli per noi Greci. Tutto cambiò la notte fra il 6 e il 7 settembre 1955; a Salonicco i Greci avevano messo una bomba nella casa natale di Mustafa Kemal Ataturk. Capimmo che c’erano in ballo questioni politiche”. La storia di una parte della vita di Elena è costellata da ricordi di violenze, omicidi e distruzioni fino all’altra terribile notte del 21 settembre 1964 quando, nell’isola di Cipro, accrebbe la tensione fra greco-ciprioti e turchi-ciprioti, con gravi ripercussioni anche a Costantinopoli. Mentre la sua famiglia decise di emigrare in Grecia, Elena con l’amica Cristina optò, invece, per la Germania. Scelse Hannover dove per anni lavorò presso lo stabilimento della Telefunken. La Rota si è talmente calata nella parte, che è riuscita a esprimere quei sentimenti di dolore, paura, ma anche di gioia recependo in pieno la storia di Elena.
La colonna sonora – un’opera in otto movimenti – è stata scritta dal celebre musicista compositore Sakis Tsilìkis, mentre la canzone Elena della Polis, con i versi di Spiros A. Metaxàs, socio onorario del Dopolavoro Filellenico, musicata dallo stesso Tsilìkis è cantata da Vàsia Zilu, interprete di grande talento capace con la sua splendida voce di emozionare e commuovere. Una pagina di storia, quella della comunità greca di Costantinopoli, poco o per nulla conosciuta che il pubblico ha potuto conoscere attraverso la toccante interpretazione di Valentina Rota.

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