“Con Gesù nell’orto degli Ulivi” Il libro di Irma Albano

Gabriella

Francesca

Calzolaro

di SILVANA GIULIANO

Ho dedicato questo libro a Taranto, la mia città. Ha dichiarato così Irma Albano, poetessa e scrittrice, durante la presentazione del suo ultimo libro “Con Gesù nell’orto degli Ulivi”. Edito da Mandese, il testo è stato presentato presso la libreria Mandese, in Viale Liguria 80. Ha dialogato con l’autrice Gabriella Ressa, giornalista e direttrice di Radio Cittadella. L’idea del libro nasce a Francavilla Fontana, dove si è tenuta una mostra e una rappresentazione dell’opera teatrale “Urlo d’ Ulivo” di Antonio Fanelli, nell’ambito de “L’orto degli ulivi nel Getsemani” sugli otto alberi dell’orto degli ulivi di Gerusalemme. Il prof. Giovanni Gianfrate dell’Università di Firenze, ospite a Francavilla, aveva eseguito uno studio sugli ulivi sacri prima con l’esame del carbonio 14 e poi con una nuova metodologia. Due laboratori, uno di Vienna e l’altro di Lecce, avevano confermato con il medesimo scarto – 50 anni in più o in meno – che questi ulivi risalgono al 1160 d.C. Il prof. Gianfrate aveva messo in relazione gli ulivi del Getsemani con quelli del territorio brindisino, colpito dal batterio killer Xylella fastidiosa. “Da questo studio – ha dichiarato Fanelli – è scaturito che questi alberi hanno più di mille anni, inoltre sono tutti gemelli e figli dello stesso ceppo, che sicuramente ne ha molti di più; si presume che le loro radici derivino dalla radice dell’albero che ha assistito alla passione di Gesù”. Da qui al libro il passo è stato breve. Il testo è composto da 12 liriche dedicate a Gesù e alla Madonna e da una ricerca sulla Terra Santa. “Un’opera interessante – ha dichiarato l’editore Nicola Mandese – un grande libro con delle bellissime poesie e la cronistoria della passione di Cristo nell’orto degli Ulivi. L’abbiamo pubblicato nel periodo pasquale, il più adatto per un testo intriso di profonda religiosità”. Le liriche, ha commentato Gabriella Ressa, trattano un percorso di dolore e di sofferenza anche se poi portano alla certezza della resurrezione, inoltre all’interno di ogni poesia c’è un riferimento alla sofferenza e alla fragilità umana, alla vita diuturna con tutte le sue difficoltà. La serata ha ottenuto il patrocinio morale della Confraternita della SS Addolorata e San Domenico rappresentata per l’occasione dal Priore Raffaele Vecchi, ed è stata impreziosita dalle letture di Roberta Passantino e Adriano Calzolaro. “Brevi cenni sull’albero dell’ulivo” e “A ciascuno il suo Getsemani” è emerso come l’ulivo sia comparso sulla terra seimila anni fa, abbia accompagnato l’uomo e poi in epoca più recente abbia accompagnato gli ultimi giorni della vita di Gesù. “L’ulivo è una delle piante coltivate dall’uomo sin da epoca remota e fu considerato un simbolo trascendentale di spiritualità e sacralità, sinonimo di fertilità, di nascita, di resistenza alle ingiurie del tempo e delle guerre”. E poi: “Ora che la mia vita ha avuto un senso, saprò trarne, sereno, il resoconto, anni di attesa, anni di speranza, hanno premiato la mia penitenza. Io non pregavo allora, solo attendevo, speravo in un miracolo, che non mi ha reso grazia, ma piano piano un sogno di ritorno mi ha riportato indietro ogni ricordo”. Momenti di commozione, seguiti da momenti di gioia hanno caratterizzato la serata, a cui senz’altro ne farà seguito un’altra, perché Irma non si ferma, anche perché ha un sogno che noi le auguriamo possa realizzare a breve: andare in Terra Santa.

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