Gli universitari incontrano le istituzioni

universitari

di MARIA SILVESTRINI
Se il rinnovamento comincia dal basso le possibilità di ottenere dei risultati sono certamente maggiori. La città si muove e si mette in gioco la classe degli studenti tarantini impegnati a costruire una città universitaria che sia realmente stimolante per i giovani e capace di attrarre docenti universitari sempre più attenti alla ricerca ed allo sviluppo scientifico.
Nella sede consiliare di Palazzo di Città qualche giorno fa gli studenti jonici hanno incontrato l’assessore regionale Sebastiano Leo, il professor Riccardo Pagano in rappresentanza del Rettore dell’Università degli studi di Bari, il Rettore del Politecnico Eugenio Di Sciascio, i consiglieri Gianni Liviano, Paolo Ciocia, Dante Capriulo. Non un elenco di lagnanze ma tante possibili proposte perché restare a Taranto per gli studi universitari non sia un ripiego ma una scelta azzeccata. L’incontro organizzato da “La città che vogliamo”, dal gruppo consiliare “Noi democratici per la città che vogliamo” e dal movimento politico “Partecipazione è cambiamento” è iniziato subito con gli interventi degli studenti. Daniele Ciocia dell’Associazione Elsa di Giurisprudenza, Doriana Luzzi del progetto Taranto universitaria, Alessandra Prete di giurisprudenza, Alessandro Tarantino di Adisu Puglia, che si sono alternati con efficacia chiedendo corsi universitari diversificati, musei gratis, più servizi e innanzitutto maggior rispetto per la nostra sede Cenerentola fra gli Atenei.
L’attenzione dei presenti è stata costante, il prof. Di Sciascio ha usato espressioni ottimiste guardando ai dati del Politecnico. In effetti i corsi universitari di questo settore sfornano ottimi professionisti con un tasso di occupazione del 92%. Ma anche per le altre facoltà vi sono prospettive; il prof. Pagano ha ricordato i master ed i dottorati di ricerca attivi nell’Ateneo Jonico. I politici hanno lasciato ampio spazio all’assessore Sebastiano Leo che ha messo in evidenza la necessità di una formazione in costante collegamento col mondo del lavoro. Indicazione che il Decreto sulla Buona Scuola ha messo in cantiere con l’apertura all’alternanza scuola/lavoro ma che stenta a decollare per una grave carenza di fondi che consenta un efficace incontro fra imprese, studenti e territorio.
Spazio anche per le osservazioni degli studenti dei corsi relativi alle professioni sanitarie, finalmente allocate in Cittadella della Carità dove possono mettere insieme la parte didattica con le attività di tirocinio. Si tratta di corsi con grande potenzialità particolarmente nei settori dell’oncologia che vede una costante presenza di malati oncologici bisognosi di cure specialistiche e domiciliari importanti.
L’Università a Taranto non è una scommessa ma una presenza importantfondamentale per mantenere nel nostro territorio le migliori energie.

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