Terreni incolti danno vita al “Lavoro Agricolo Sociale”

Da sx Valente Marango Lazzaro De Carolis

È stato un ideale “passaggio di testimone” tra due fasi di uno stesso programma ambizioso: recuperare alla produttività i terreni incolti del nostro territorio mediante l’innovativa agricoltura organica e rigenerativa, pratica utilizzata nel Terzo mondo per nuovi insediamenti su fondi non ottimali, avviando così al lavoro agricolo persone disagiate, soprattutto disoccupate o inoccupate, e soggetti svantaggiati.

Nella serata di giovedì 19 maggio al Castello Episcopio di Grottaglie è stato presentato il progetto “Lavoro Agricolo Sociale” della associazione di volontariato “Beni Comuni” che, elaborato e presentato dalle progettiste Maria Teresa Marangi e Carmen Valente, è stato finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali (ottavo nella graduatoria nazionale) mediante la “Direttiva Annualità 2014. Presentazione di progetti sperimentali di volontariato presentati dalle organizzazioni di volontariato”.

Introducendo i lavori, la commercialista e progettista Maria Teresa Marangi ha sottolineato che «il nuovo progetto “Lavoro Agricolo Sociale” rappresenta la naturale prosecuzione del precedente progetto “Cantiere Agricolo Sociale”, anch’esso finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali (arrivato primo in graduatoria nazionale) che, realizzato dalla stessa associazione “Beni Comuni” e scritto dalle medesime progettiste, ha già formato alla agricoltura organica e rigenerativa persone disagiate. Nel nuovo progetto, tra l’altro, è previsto che queste persone siano a loro volta, mediante un periodo di affiancamento, “formatori” di un gruppo di immigrati e soggetti deboli dal punto di vista psichico».

È poi intervenuta Carmen Valente, consulente finanziaria e progettista, spiegando che «sul nostro territorio c’è una forte propensione culturale a impegnarsi in agricoltura, ma i soggetti svantaggiati non hanno le risorse necessarie per avviare una impresa agricola, anche di piccole dimensioni: “Lavoro Agricolo Sociale” interverrà a loro favore sostenendo l’avviamento delle nuove aziende agricole, anche con adeguati strumenti finanziari, nonché garantendo i necessari collegamenti con i canali di vendita dei prodotti. Si tratta di un incubatore per la nascita e lo start up di nuove imprese agricole che, tra l’altro, potranno contare anche su una filiera interna al partenariato del progetto che, infatti, comprende istituzioni e aziende agricole e commerciali già avviate, tra queste l’azienda agricola Di Maggio di Elena Di Maggio di Fragagnano, nonché il mondo della scuola».

Formato in precedenza all’agricoltura organica e rigenerativa, oggi Cosimo Fiorino è responsabile del progetto “Lavoro Agricolo Sociale”: «passiamo dalla promozione, formazione e sperimentazione, al lavoro vero e proprio, in particolare con un percorso che, pur continuando la sensibilizzazione della comunità alle pratiche rispettose dell’ambiente e ai corretti e sani stili di vita, vuole realizzare un sistema economico, in cui l’Associazione “Beni Comuni” sarà garante, che sarà riferimento per tutti coloro intenzionati a lavorare la terra e produrre in modo eco-sostenibile, nonché per le aziende che commercializzeranno tali prodotti naturali; si sviluppa anche l’ambito territoriale che, partendo da Grottaglie, comprenderà San Marzano di San Giuseppe, Carosino, San Giorgio,  Fragagnano e Roccaforzata».

Un’altra persona formata dal precedente progetto, la naturalista Giuseppina Ettorre, ha poi spiegato che «già oggi sul nostro territorio ci sono persone che si dilettano nel proprio orticello, gente che si organizza su terreni di dimensione più interessanti e aziende agricole che da più di un anno applicano le tecniche di agricoltura organica e rigenerativa. Vi sono gruppi di giovani che si incontrano e preparano il fertilizzante naturale, o fanno la cromatografia condividendo e confrontando le proprie esperienze, tecniche per poi tornare sui propri terreni e lavorare decidendo autonomamente. Lavorano terreni che erano incolti applicando le tecniche di agricoltura organica e rigenerativa; dunque producono rispettando l’ambiente abbattendo i costi, investendo il proprio tempo e non “consumando” il terreno ma rigenerandolo».

Dopo l’intervento di Cosimo De Carolis, presidente dell’associazione “Beni Comuni”, i saluti istituzionali sono stati portati da Luca Lazzàro, presidente Confagricoltura Taranto e GAL Colline Joniche, Carlo Martello, presidente di ConfCooperative Taranto, Aurelio Marangella, assessore alle Politiche sociali del Comune di Grottaglie, e Beatrice Monopoli, dirigente IIS “Don Milani – Pertini”.

Il partenariato del progetto “Lavoro Agricolo Sociale”, soggetto capofila è l’Associazione “Beni Comuni” di Grottaglie, è particolarmente ampio e variegato: Assessorato alla Solidarietà del Comune di Grottaglie, Gal Colline Joniche, gli Istituti scolastici “Don Milani – Pertini” e “Don Bosco” di Grottaglie, la parrocchia e l’Azione cattolica della Chiesa “Madonna del Santo Rosario” di Grottaglie; la Cooperativa Diogene, l’APS Associazione Babele, l’Associazione Arci Grottaglie, l’Associazione di volontariato Sherwood, la WAT, l’Azienda Agricola Dimaggio Elena l’Azienda Agricola Marangi Ciro e la Bottega della Gastronomia di Antonio Cardea.
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