L’Arcivescovo Mons. Filippo Santoro a Martina Franca per la tradizionale offerta dei ceri

Pubblichiamo il discorso che l’arcivescovo mons. Filippo Santoro ha tenuto a Martina Franca in occasione della tradizionale offerta dei ceri ai patroni di Martina Franca, San Martino e santa Comasia.

Carissimi fedeli, Reverendissimi sacerdoti, Mons. Franco Semeraro,
Autorità civili e militari, Sig. Commissario Straordinario Dott. Giuseppe Castaldo,
E’ sempre grande gioia per l’Arcivescovo venire a Martina Franca, la città di san Martino, il luogo in cui il gesto del giovane soldato romano , di cui ricordiamo nel 2016 i 1700 anni dalla sua nascita a Sabaria nella attuale Ungheria,ha una risonanza particolare che ha colmato la storia stessa di questa città. So che in ottobre sosterà a Martina il pellegrinaggio diocesano di Tours,guidato dall’Arcivescovo Metropolita,S. E. Mons. Bernard Aubertin.
La celebrazione martiniana di luglio avviene nel cuore stesso del Giubileo della Misericordia. Ho ancora negli occhi la bellissima celebrazione della apertura della Porta della Misericordia in questa Basilica,la domenica 20 dicembre. Una domenica di festa in una straordinaria cornice di gente,festa della Chiesa di popolo.
Il Giubileo della Misericordia ,come mi raccontano i miei sacerdoti di Martina, sta suscitando non solo una rinnovata esperienza personale del perdono, ma anche un dinamismo comunitario di incontro,di condivisone tra le parrocchie. Voglio ricordare i momenti forti che dodici parrocchie cittadine hanno vissuto solidalmente insieme: l’esperienza straordinaria nelle prime settimane di Quaresima delle “24 ore per il Signore”, la grande Veglia di Pentecoste,la peregrinatio della Madonna del Carmine in Basilica. Le parrocchie,i sacerdoti insieme sono già testimonianza di bellezza del vangelo! So che in queste celebrazioni di luglio la città ritrova nella figura di santa Comasia, martire della fede, evidenziata in maniera piu’ significativa quest’anno, la radice della sua fedeltà al Vangelo che da quasi un millennio plasma la città. La fede,un tesoro da custodire,una proposta sempre nuova da condividere,una sorgente sempre fresca da cui abbeverarsi !
Incoraggio la comunità cristiana di Martina Franca a permettere che la fede vissuta diventi criterio orientativo di vita. Orienti soprattutto quel luogo esistenziale che è la famiglia. La Chiesa di Taranto fa della pastorale familiare l’asse portante del suo impegno e del suo annuncio. Con oltre 50 preti della Diocesi, nei giorni scorsi,a San Giovanni Rotondo (Colgo l’occasione per ricordare a tutti che la Diocesi intera si ritroverà in quel santuario sabato 10 settembre per iniziare l’anno pastorale, io vi invito tutti a partecipare !) abbiamo vissuto intensamente una esperienza suggestiva di studio e di attenzione di amore nei confronti della famiglia. Abbiamo riletto – e l’esperienza coinvolgerà un altro forte gruppo di presbiteri in novembre- in una condivisione residenziale a partire dal grande testo di papa Francesco,Amoris letitia l’attenzione di Dio per la famiglia,la situazione attuale della famiglia. Ci siamo interrogati sulla qualità del nostro stare con le famiglie, per condividerne gioie e fragilità, in atteggiamento di amore, proprio nella logica del gesto di San Martino offrire un mantello per proteggere,valorizzare,custodire il bene immenso della famiglia.
Martina Franca ha una storia familiare di pregio che ha solcato la sua identità. In un “ cambiamento d’epoca”,come ama dire Papa Francesco, vogliamo promuovere il modello cristiano della famiglia,educando i nostri ragazzi all’amore,accogliendo i giovani che si preparano al matrimonio con immensa simpatia. Non giudicare le situazioni di difficoltà familiari, ma ponendoci accanto con la tenerezza di Cristo. Propongo stasera alla comunità martinese di operare una scelta fondamentale a favore della famiglia con un forte impegno culturale,ecclesiale,politico. Martina Franca può diventare laboratorio vero di attenzione alla famiglia con la qualità delle sue parrocchie, con la vivacità dell’associazionismo, con il profilo alto di molte famiglie .
Martina Franca in verità è una grande agorà di elaborazione culturale,imprenditoriale,politica che, attingendo ad una sapienza secolare della vita e della fede, ha saputo custodire e incrementare. Certamente la città non è esente dalle correnti che spirano violentemente sulle nostre comunità, sulle nostre città. L’appello che rivolgo stasera dalla Basilica,cuore spirituale di Martina Franca, è che ogni cittadino protegga la casa comune, si impegni in questo compito civico altissimo, al centro e nei quartieri, là dove la comunità è rappresentata per compiere le scelte valoriali del suo oggi e del suo futuro, nei luoghi di lavoro, della progettualità imprenditoriali.
Proteggere la casa comune non è metterla sotto vetro per evitare contagi ma impegnarsi per il bene comune. Anche Martina Franca vive la debolezza delle relazioni che a volte diventano alterate,conflittuali. Occorre ridarsi il gusto della vita cittadina,in un compito di ecologia culturale,della vita quotidiana,come ci incoraggia Papa Francesco. Credo che se vi è un territorio della nostra Diocesi in cui la Laudato Si’ sii può essere letta e attuata con vigore è proprio Martina Franca con l’ineguagliabile suo patrimonio umano,culturale,naturale. Martina Franca puo’ impegnarsi, pur nella dialettica civile, a ritrovare una pienezza umana che sia rispettosa della vita,della famiglia,della dignità del lavoro,del povero,dell’indifeso, dell’emigrato. A Martina Franca si viene da tante parti d’Italia e del mondo, perché vi è una bellezza che incanta. Ma a Martina si rimane ad abitare a vivere perché insieme si costruisce un nuovo modello di sviluppo,di prossimità,di attenzione determinata all’altro,nel superamento del particolarismo che chiude.
In questo momento la città vive un tempo di riflessione per la ripresa delle sue realtà istituzionali e amministrative. Non sia un tempo morto, di stasi,né un tempo per affilare contrapposizioni, per spandere veleni. Perché non farlo diventare tempo per redigere insieme una carta della città, perché Martina si apra con coraggio,con lungimiranza al suo futuro. Che faccia scelte determinanti valoriali, che accolga le nuove sfide culturali, urbanistiche . Che la doti si servizi efficienti, di viabilità moderne,di prospettive innovative, valorizzando le migliori risorse umane, culturali e politiche che possiede. So che Martina Franca è città orgogliosa. Ponga il suo orgoglio civico al servizio di grandi mete !Mi permetti citare La Laudato si’ (Il mio impegno di presidente della Commissione della Conferenza Episcopale Italia,per i problemi sociali e il lavoro,mi consente di girare l’Italia,di ascoltare,di vedere, di proporre. E tante volte le intuizioni di papa Francesco le propongo al Nord e al Sud del Paese) “E’ sempre possibile sviluppare una nuova capacità di uscire da se stessi verso l’altro. Senza di essa non si riconoscono le altre creature nel loro valore proprio,non interessa prendersi cura di qualcosa a vantaggio degli altri,manca la capacità di porsi dei limiti per evitare la sofferenza o il degrado di ciò che ci circonda. L’atteggiamento di infrangere la coscienza isolata e l’autoreferenzialità è la radice che rende possibile ogni cura per l’altro e per l’ambiente e fa scaturire la reazione morale di considerare l’impatto provocato da ogni azione a da ogni decisione personale al di fuori di sé. Quando siamo capaci di superare l’individualismo si può effettivamente produrre uno stile di vita alternativo e diventa possibile un cambiamento rilevante della società”.
Ho saputo che nelle settimane passate in città, nel Festival delle memorie, ragazzi, adulti, professionisti, casalinghe, operai, avete declamato tutta intera, in tre serate la Divina Commedia. Il sommo poeta vi ha squadernato orizzonti tanto vasti da colmare attese e speranze. Le terzine dantesche hanno riempito di bellezza le strade le ‘nchiostre di Martina Franca. Si continui nella fatica per la vita e la bellezza !
San Martino e Santa Comasia benedicano questa amata città di Martina Franca!

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