“LU CUNTU” IL RESTAURATORE SOCIALE: lo spettacolo su San Francesco De Geronimo

San Francesco de Geronimo, predicatore del 1600, che visse compiendo guarigioni (tutte annotate scrupolosamente), copatrono della diocesi di Taranto, è stato omaggiato dalla compagnia TEATRO DELLA FEDE, fondata dal regista Alfredo Traversa, nel terzo centenario dalla sua morte (Grottaglie 17 dicembre 1642- Napoli 11 maggio 1716). LU CUNTU il restauratore sociale è il titolo dello spettacolo su san Francesco, messo in scena nei luoghi in cui realmente visse.

lu cuntu foto
Alla serata, vero e proprio evento, hanno portato il loro saluto l’arcivescovo della diocesi di Taranto, monsignor Filippo Santoro, il rettore gesuita della chiesa monumentale Gesù Nuovo di Napoli, padre Vincenzo Sibilio S. J., ed il direttore del MuDi e dell’Ufficio Beni Culturali della diocesi don Francesco Simone. Era presente anche il presidente dell’associazione san Francesco de Geronimo, Ciro De Vincentis.

Il grande predicatore, che operava guarigioni e viveva in povertà nel 1600 a Napoli, san Francesco De Geronimo, santo gesuita, è conosciuto e venerato in tutta Europa. Papa Francesco, primo pontefice gesuita, devotissimo al santo di Grottaglie e nato nel suo stesso giorno, il 17 dicembre, durante la sua visita alla capitale partenopea del 2015, ne baciò le reliquie in segno di devozione ricevendo in dono un frammento della lana del suo vestito. Pochi però sanno che gli anni della formazione, san Francesco de Geronimo, nato a Grottaglie, li visse a Taranto, nel seminario in Città vecchia che oggi è divenuto Museo Diocesano di Arte Sacra.
Lì, nello splendido luogo, oggetto di un’attenta opera di ristrutturazione ad opera dell’Arcidiocesi di Taranto, attraverso l’ufficio Beni Culturali, allora guidato da mons. Giuseppe Russo, Alfredo Traversa e le due bravissime attrici Tiziana Risolo e Antonella Fanigliulo hanno emozionato il pubblico presente, attento e silenzioso, che ascoltava le vicende raccontate; su tanti solo alcuni episodi della vita del santo, ma che esprimono la grandezza di questo umile uomo, dedito alla missione e alla predicazione nelle piazze della Napoli seicentesca. Nel seminario, oggi Museo Diocesano ( andate a visitarlo, è bellissimo) san Francesco visse per sei anni. La città di Taranto gli ha dedicato una Chiesa ed una piazza.
Lo spettacolo è stato portato in scena dal Teatro della Fede, fondato da Alfredo Traversa, attore, regista, anima degli spettacoli portati in scena. Che cosa vuol dire Lu cuntu? “Lu Cuntu a Grottaglie significa il racconto per antonomasia – spiega Alfredo Traversa – da qui l’idea del titolo, che vuole essere anche un ponte con la Napoli seicentesca vissuta da san Francesco. ‘Lo cuntu de li cunti’ infatti è una raccolta di 50 fiabe in lingua napoletana scritte da Giambattista Basile. L’opera di certo più famosa della tradizione napoletana del tempo a cui anche il cinema si è ispirato con Francesco Rosi ed il suo ‘C’era una Volta’ o ‘Il racconto dei racconti’ di Matteo Garrone. Abbiamo voluto portare a conoscenza della gente, attraverso questa rappresentazione scenica, la storia di un uomo che ha lasciato fatti, episodi, parole che hanno in sé qualcosa di straordinario. Benedetto Croce e Silvio D’Amico lo criticheranno aspramente per la sua avversione al teatro dell’epoca ma paradossalmente sarà proprio san Francesco de Geronimo ad usare l’arte teatrale per imporsi ed evangelizzare a Napoli. A lui si attribuisce anche la riedizione di un antico canto mariano intitolato “Dio vi salvi Regina”, notificato poi inno nazionale della Corsica nel 1735, quando l’isola si dichiarò Stato indipendente sotto la protezione della Vergine Maria. Sarà ricordato anche come ‘colui che convertiva le prostitute’. Di notte le toglieva dalla strada. Un atteggiamento che provocò non poche dicerie sul suo conto e lo portò ad essere mal visto dai sui stessi confratelli gesuiti ma di cui lui non si curò, preso come era dal salvare anime. Umiltà e servizio al prossimo furono le stelle che orientarono tutto il suo cammino e che l’hanno reso così amato e venerato”.

alfredo traversa
Lo spettacolo, un atto unico, già ospitato in prima nazionale proprio a Napoli nella chiesa gesuita del Gesù Nuovo, per l’essenzialità della scenografia, può essere facilmente rappresentato anche in luoghi che teatri non sono (il MuDi ne è un esempio) e che rappresenta una grande testimonianza di fede e di vita vissuta nel nome di Dio. Si occupò degli ultimi: poveri, prostitute, scugnizzi, soldati, mercenari. Predicava nelle piazze della Napoli del seicento, chiedeva aiuto ai ricchi per dare ai poveri, invogliava a cambiare vita, a seguire Dio.
Al termine della pièce, è stato possibile, in via eccezionale, visitare quelle che furono le stanze in cui visse san Francesco de Geronimo e di seguito i tre piani del museo.

LA STORIA DEL TEATRO DELLA FEDE
La scoperta delle Cave di Fantiano, sei ettari di cave con ulivi secolari e grotte, sino ad allora ridotte a discariche, spinge un gruppo di artisti a trasformare quello spazio in un tempio-teatro dove accogliere i cittadini e far risuonare versi, canti e parole. Nasce così il Teatro della Fede, una compagnia teatrale fondata dal regista ed attore Alfredo Traversa nell’agosto 1999. Giovanni, di Ciro Lenti, è la prima scrittura drammaturgica contemporanea messa in scena, inserita dall’Ente Teatrale Italiano (Eti) nel cartellone del Giubileo del 2000, per ‘le vie dei pellegrini’. L’attività del Teatro della Fede prosegue sempre alla ricerca di drammaturgie e luoghi per il teatro, così per la prima volta la base aerea della Marina Militare si apre al Teatro che negli hangar della base, dopo l’autorizzazione del Ministero della Difesa, vede attori non solo i componenti della compagnia ma anche immigrati provenienti dai paesi dell’Est con il viceministro della Difesa. Mentre si lavora all’apertura di piccoli spazi teatrali nel centro storico di Grottaglie, gli spettacoli firmati Teatro della Fede arrivano al Teatro Manzoni, al Dal Verme e al Parenti di Milano. Nascono così le collaborazioni con Ugo Ronfani, Gastone Geron, Carlo Maria Pensa e parte la cooperazione con l’Ambasciata del Libano che porta il Teatro della Fede ad essere il primo gruppo teatrale Italiano a realizzare in prima mondiale le opere di Gibran, con Lazzaro ed il suo amore e Il cieco. Intanto la compagnia organizza il premio di drammaturgia Opera Fantiano, unico in tutto il Sud Italia ad essere dedicato al connubio tra teatro e spiritualità, sotto l’egida della Casa Editrice San Paolo di Milano e con il riconoscimento della Presidenza della Repubblica. C’è poi spazio anche per il cinema con importanti produzioni su Pier Paolo Pasolini con Fermata Pasolini (presentato al Festival di Palermo, Festival di Lecce, Festival di Taranto, Festival di Bari, Notti Bianche Roma ) o su Walter Chiari con Il complesso di Walter. Tra le messe in scene in prima italiana Adamo Caduto di Serafino della Salandra, un testo del 1600 portato alla ribalta in collaborazione con la Regione Basilicata, La rivolta degli angeli di A.France, Hoenstaufen di Raffaele Nigro, Oscure Chiarità, di Ciro Lenti, Il silenzio di Alfredo Traversa tratto da “Ho intervistato il silenzio”di Giampiero Beltotto, dedicato al tema della clausura, Santa delle perseguitate, una storia vera di stalking e martirio, L’amore sublime, nella giornata mondiale dei risvegli, ispirata alle storie dei pazienti in stato vegetativo, PA, scritto da Alfredo Traversa per raccontare un inedito Pierpaolo Pasolini. La compagnia porta in scena in Italia, con l’autorizzazione di Alain Toubas che ne cura i diritti, ‘Confiteor’ di Giovanni Testori. Insieme all’Accademia nazionale drammatica ‘Silvio D’Amico’, dove Traversa si è formato come attore e regista teatrale, per la prima volta in Puglia, a Grottaglie, viene realizzato uno stage di perfezionamento di un mese per gli allievi dell’ultimo anno. Gli studenti lavorano con Domenico Polidoro sul testo teatrale I demoni. A Grottaglie arriva anche Roger Assaf, Leone d’Oro a Venezia 2008 con il Centro Nazionale Studi Pirandelliani di Agrigento.

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