1943 “Gli ori di Taranto” messi in salvo a Parma nel caveau della BCI

Ori

di SILVANA GIULIANO
Martedì 2 febbraio 1943: Valerio Cianfarani, giovane ispettore della Soprintendenza archeologica di Taranto, varca la soglia d’ingresso della filiale di Parma della Banca Commerciale italiana. Reca con sé due semplici cassette di legno, le poggia su un bancone, saluta i funzionari della banca poi porge loro i due contenitori. […] All’interno, uno dei più preziosi, inestimabili tesori archeologici italiani e mondiali: Gli ori di Taranto. Inizia così il saggio “Salvi e intattissimi” in cui lo storico Francesco Morra racconta il salvataggio degli ori durante la seconda guerra mondiale. La monografia, edita dall’Archivio storico Intesa Sanpaolo (nel 2001 la BCI si è fusa con Intesa Sanpaolo), è stata presentata nell’incontro svoltosi nell’ambito della rassegna “L’Angolo della conversazione”, organizzato dallo Yachting Club e dalla BCC San Marzano di san Giuseppe. Alla conversazione, moderata dal giornalista RAI Attilio Romita, hanno partecipato, oltre all’autore, la direttrice del MarTa Eva Degl’Innocenti, il direttore generale della BCC San Marzano di san Giuseppe Emanuele Di Palma e il titolare dello Yachting Club Gianluca Piotti.
Per Eva Degl’Innocenti gli ori sono stati il primo brand del territorio e grazie alla mostra itinerante “Gli ori di Taranto in età ellenistica” che li portò prima a Milano, poi a Tokio e a New York e più recentemente all’Expo 2015, hanno lasciato un segno in quanti hanno potuto ammirarli. “Dedicare una serata agli ori – ha concluso la direttrice – è di buon auspicio per la città, che ha un enorme potenziale turistico-culturale da utilizzare”.
La collezione comprende oltre 200 preziosi, tra cui anche il celebre diadema fiorito di Opaka così chiamato perché appartenuto alla principessa Opaka Sabaleidas, vissuta nel VI secolo a.C. e ritrovato nella tomba degli ori di Canosa di Puglia nel 1928.
Il racconto, ampiamente documentato, è ricco di patos. “Dopo l’8 settembre del 1943 – ha raccontato lo storico – non pervennero più notizie dei preziosi reperti; solo tramite il cardinale di Milano Ildefonso Schuster, si seppe poi che le cassette erano ancora custodite nei caveau blindati della filiale di Parma della BCI. Da allora iniziò un vero e proprio braccio di ferro fra i rappresentanti della RSI (repubblica sociale italiana) che ne pretendevano la consegna, e quelli della BCI. Poiché la Banca Commerciale aveva garantito per la sicurezza degli ori, i funzionari comunicarono che le avrebbero riconsegnate solo al rappresentante della Soprintendenza che le aveva portate a Parma. Finita la guerra bisognerà attendere il 1949 perché gli ori ritornassero a Taranto salvi e intattissimi”. “È un tesoro – ha sottolineato il direttore Emanuele Di Palma – che grazie a funzionari coraggiosi di una banca, è stato preservato. Vogliamo ricordare che grazie ad atti eroici, sono stati preservati altri tesori di cui andare orgogliosi. Abbiamo organizzato ques’incontro per ricordare che Taranto ha un museo importante, che deve essere valorizzato affinchè il nostro territorio riparta proprio dalla cultura”. Venerdì 29 luglio sarà inaugurata una nuova area del Museo. Sarà finalmente esposto il famoso Atleta di Taranto all’interno del sarcofago che, ancora oggi, è la maggiore testimonianza dell’arte funeraria tarantina d’età arcaica. La tomba fu rinvenuta nel dicembre del 1959, durante la costruzione di uno stabile in Via Genova, quasi integra con tre vasi panatenaici ancora intatti, del quarto invece solo pochissimi frammenti. Un corredo prezioso unico nel suo genere.

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One thought on “1943 “Gli ori di Taranto” messi in salvo a Parma nel caveau della BCI

  1. Mi piace qui ricordare la figura di Argadio Campi, custode del Museo, che insiene all’Ispettore archeologo Valerio Cianfarani trasporto’ gli ori di Taranto a Parma. Lui stesso mi racconto’ che il viaggio avvenne in treno in due scomparti: uno per I due, l’altro per la scorta armata, formata da due carabinieri. Questo episodio e’ riportato nella mia monografia su Ciro Drago, in ” il Museo Nazionale di Taranto e I suoi protagonisti”, edito a cura degli Amici dei Musei di Taranto.

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